CronacaTorino
La ThyssenKrupp promuove Harald Espenhahn, il manager dell’incendio allo stabilimento di Torino del 2007
La notizia arriva da fonti tedesche. Espenhahn fu condannato solo nel 2016 a nove anni e otto mesi per omicidio colposo: morirono 7 operai
TORINO – Secondo quanto riportato dal giornale tedesco Bild e dal blog Sicurezza e lavoro, l’ex amministratore delegato della ThyssenKrupp Harald Espenhahn, condannato a nove anni e otto mesi per la morte di sette operai dello stabilimento torinese nell’incendio del 2007, è stato addirittura promosso dall’azienda. Il manager, dopo essere stato nominato Head of Quality, Technology, and Environment Management di Thyssenkrupp Steel, dal 1° agosto 2026 dovrebbe diventare infatti amministratore delegato di Thyssenkrupp Rasselstein, il più grande stabilimento di packaging steel a mondo, situato ad Andernach, in Germania.
Doveva scontare cinque anni in Germania
Espenhahn era stato condannato in via definitiva nel 2016 (con la sentenza della Cassazione del 13 maggio) ma era entrato in carcere, in Germania, solo nel 2023. Sulla coscienza ha la morte di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi, i sette operai italiani bruciati nel rogo del 6 dicembre 2007, nello stabilimento torinese in corso Regina Margherita. Come l’altro manager tedesco condannato, Gerald Priegnitz, avrebbe dovuto scontare cinque anni, la pena massima prevista in Germania per omicidio colposo, in regime di semi-libertà. Non è noto se al momento stia ancora scontando la pena, ma la ThyssenKrupp, interpellata dalla Bild, ha dichiarato che il suo percorso giudiziario è ormai “totalmente concluso”.
La multinazionale non ha negato ma ha difeso la nomina, affermando di conoscere la tragedia accaduta a Torino e dichiarando che Espenhahn dispone di “una grande esperienza nell’industria“.
«Uno schiaffo ai familiari delle vittime»
«È un ulteriore schiaffo ai familiari delle vittime, alla giustizia italiana e a quanti hanno sperato che la condanna per i sette morti della ThyssenKrupp potesse essere un monito a rispettare le regole che riguardano la salute e sicurezza sul lavoro» – l’indignazione di Sicurezza e Lavoro, espressa dal direttore Massimiliano Quirico – «È una decisione immorale, che non tiene conto delle sofferenze quotidiane che vivono dal 2007 i familiari degli operai uccisi e che riaccende le polemiche sull’impunità, di fatto o di diritto, dei super manager a capo delle grandi aziende».
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