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Piemonte verso la richiesta dello stato di calamità naturale: la siccità mette in ginocchio l’agricoltura
Oltre alla richiesta dello stato di calamità, la Regione sta discutendo con Arpea e con l’agenzia nazionale Agea la possibilità di anticipare i pagamenti della Pac
TORINO – La Regione Piemonte ha avviato le procedure per chiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale a causa della grave siccità che da mesi colpisce il territorio e sta provocando danni sempre più pesanti all’agricoltura. La decisione arriva dopo una serie di incontri tra il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni e il Ministero dell’Agricoltura, con l’obiettivo di individuare interventi rapidi a sostegno delle aziende agricole.
L’emergenza interessa vaste aree del Piemonte e di altre regioni del Nord Italia. La quasi totale assenza di precipitazioni degli ultimi mesi sta mettendo a dura prova numerose colture, con particolare preoccupazione per il comparto risicolo, che sta affrontando una delle fasi più delicate del ciclo produttivo, e per le produzioni stagionali.
A segnalare la gravità della situazione sono state anche le principali organizzazioni agricole, tra cui Coldiretti, Confagricoltura e Cia, che hanno evidenziato le crescenti difficoltà delle imprese del settore.
La Regione: “Crisi idrica eccezionale”
«Ci troviamo di fronte a una crisi idrica eccezionale che, oltre a mettere sotto pressione la disponibilità di acqua e ad alimentare un rischio incendi che purtroppo si manifesta ormai da settimane, sta provocando danni sempre più pesanti all’agricoltura piemontese», dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Bongioanni.
La Regione ricorda di aver già dichiarato lo stato di emergenza regionale e di essere intervenuta nelle situazioni più critiche con autobotti, mentre continua a chiedere un incremento dei rilasci d’acqua dagli invasi per fronteggiare l’emergenza.
Sul fronte agricolo, l’obiettivo è ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale e concordare con il Governo, in particolare con il Ministero guidato da Francesco Lollobrigida, misure straordinarie per sostenere un comparto ritenuto strategico per l’economia piemontese.
Aiuti Pac: tutela per allevatori e margari
L’attenzione della Regione è rivolta anche agli aiuti previsti dalla Politica agricola comune (Pac). In queste ore Palazzo Piemonte sta notificando alla Commissione europea la delibera con cui è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale.
Una delle situazioni più delicate riguarda allevatori e margari, costretti ad abbandonare in anticipo gli alpeggi a causa della mancanza di pascoli provocata dalla siccità. In condizioni ordinarie, il rientro anticipato potrebbe impedire il raggiungimento del periodo minimo di permanenza in quota richiesto per ottenere i contributi comunitari.
Per evitare che le aziende vengano penalizzate, la Regione Piemonte e Arpea stanno lavorando affinché la situazione venga riconosciuta come causa di forza maggiore, consentendo il pieno accesso agli aiuti previsti dalla Pac.
Verso un anticipo straordinario dei contributi
Oltre alla richiesta dello stato di calamità, la Regione sta discutendo con Arpea e con l’agenzia nazionale Agea la possibilità di anticipare i pagamenti della Pac.
«Siamo al lavoro affinché possa essere riconosciuto integralmente il contributo anche a chi non ha potuto completare il periodo minimo di permanenza in altura richiesto per accedere agli aiuti. Parallelamente procede il confronto con Arpea e Agea per ottenere ed erogare in tempi brevi un anticipo dei pagamenti Pac senza precedenti», concludono Cirio e Bongioanni.
L’obiettivo è garantire liquidità alle aziende agricole in una stagione segnata da una delle più gravi crisi idriche degli ultimi anni, mentre il Piemonte continua a fare i conti anche con l’emergenza incendi e con livelli di disponibilità d’acqua sempre più ridotti.
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