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CronacaTorino

Insegue e investe due giovani in monopattino che lo avevano derubato: potrà tornare a lavorare

Resta però agli arresti dominciliari

Gabriele Farina

Pubblicato

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TORINO – Può tornare a lavorare e a occuparsi delle sue due società edili, ma resta agli arresti domiciliari. È quanto è stato stabilito dal Tribunale di sorveglianza di Torino nei confronti dell’imprenditore di 39 anni indagato per tentato omicidio dopo l’episodio avvenuto alla fine dello scorso agosto a Torino.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe inseguito con il suo Suv due giovani in monopattino che poco prima gli avevano strappato una collanina, arrivando a travolgerli.

L’inseguimento dopo lo scippo

La vicenda era iniziata in lungo Po Antonelli, dove il 39enne si era fermato per soccorrere un’anziana appena derubata della collana. Poco dopo, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe diventato a sua volta vittima dei due giovani.

L’imprenditore sarebbe quindi risalito sul Suv e avrebbe iniziato a inseguire i due ragazzi in monopattino. Durante l’inseguimento li avrebbe speronati, facendoli cadere a terra.

A quel punto, secondo l’accusa, avrebbe aggredito uno dei due, un 17enne, nel tentativo di recuperare la collanina. Successivamente si sarebbe allontanato per raggiungere una caserma dei Carabinieri e presentare denuncia per quanto accaduto.

Un ragazzo è ancora in coma

Il 17enne era stato arrestato, mentre l’altro giovane coinvolto, 19 anni, è ancora ricoverato in coma a causa dei traumi riportati nell’investimento.

L’imprenditore aveva trascorso due notti in cella. Successivamente il Gip aveva disposto per lui gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, prevedendo anche il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari più stretti.

Ora le nuove disposizioni modificano in parte quelle limitazioni. Il 39enne non dovrà più indossare il dispositivo elettronico e potrà inoltre comunicare con persone legate alla sua attività professionale, tra cui fornitori e altri imprenditori.

Resta invece confermata la misura degli arresti domiciliari, mentre prosegue l’inchiesta sull’investimento dei due giovani e sulle circostanze che hanno preceduto e seguito l’episodio.

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