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Addio ai supermercati H24: Carrefour riduce gli orari notturni

Le chiusure restano tardive rispetto ad altri supermercati

Chiara Scerba

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TORINO – A quindici anni dalle liberalizzazioni introdotte nel 2011 dal governo Monti, la grande distribuzione organizzata avvia una decisa inversione di rotta sul modello delle aperture senza sosta. A guidare il cambiamento a Torino è Carrefour, la cui rete italiana è passata sotto il controllo di NewPrinces Group.

Facendo una ricognizione tra i punti vendita cittadini, le saracinesche hanno ripreso ad abbassarsi nel cuore della notte. In corso Monte Cucco (che, tra l’altro, fu il primo supermercato in Italia a inaugurare l’apertura non-stop) la chiusura scatta ora all’una di notte con ripartenza alle sette del mattino. In corso Turati l’attività termina a mezzanotte, mentre nei presidi di corso Rosselli, via Madama Cristina in San Salvario e via Stradella a Torino Nord la chiusura è stata anticipata alle ore 22:00.

Le motivazioni dell’azienda: sicurezza del personale ed equilibrio economico

A illustrare le ragioni della svolta è Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces:

«Abbiamo preso in considerazione almeno due ordini di elementi. A cominciare da quello della sicurezza, anche per dare ascolto alle legittime preoccupazioni che erano state portate alla nostra attenzione dai sindacati. Inoltre, abbiamo voluto capire anche le reali esigenze e la domanda che le zone di Torino evidenziavano. A parte i costi che un’apertura su 24 ore comporta, abbiamo voluto considerare l’effettiva affluenza degli utenti. Insomma, abbiamo pensato fosse venuto il momento di rimodellare la nostra offerta».

Mastrolia ha precisato che non si tratta di un azzeramento indistinto, ma di una rimodulazione orientata a rendere il servizio sostenibile e compatibile tanto con le richieste della clientela quanto con la tutela di chi lavora all’interno dei negozi.

La posizione dei sindacati: «Modello superato, ora salvaguardare l’occupazione»

La decisione segna una vittoria per le rappresentanze sindacali, da anni critiche verso la deregulation degli orari commerciali.

«Sotto la precedente gestione, il gruppo Carrefour è stato tra i primi a sperimentare l’apertura 24 ore su 24: quello di corso Monte Cucco fu il primo in assoluto, motivato allora dalla vicinanza all’ospedale Martini – ricorda Luca Sanna, segretario generale aggiunto di UilTuCS Piemonte –. La nuova proprietà ci ha comunicato la volontà di riconsiderare questo percorso: la percezione è che i costi vivi di gestione, tra personale, riscaldamento, bollette energetiche e vigilanza privata, superassero le entrate delle ore notturne».

Sanna ha accolto con favore il passo indietro, ponendo però paletti precisi per il futuro:

«Come sindacato siamo sempre stati contrari a una liberalizzazione così estrema. Se adesso decidono davvero di tornare indietro, non possiamo che esserne contenti, a patto che nessuno perda il posto di lavoro. Ci auguriamo che la scelta di non aprire di notte segni l’inizio di una riflessione più ampia in tutto il settore della grande distribuzione, superando un modello che ha mostrato tutti i suoi limiti, comprese le aperture domenicali».

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