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CronacaPiemonte

Monte Bianco, 32 alpinisti bloccati al rifugio Goûter, il sindaco nega l’elicottero: scendete a piedi

Jean-Marc Peillex, noto per le sue posizioni particolarmente rigide sulla sicurezza sul Monte Bianco, ha difeso apertamente la propria decisione

Gabriele Farina

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Niente soccorso gratuito in elicottero per 32 alpinisti rimasti bloccati al rifugio Goûter, a circa 3.800 metri di quota, lungo la via normale francese del Monte Bianco. A decidere di non attivare un intervento a carico della collettività è stato il sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex, nel cui territorio si trova l’itinerario.

La vicenda nasce dalle condizioni di sicurezza della salita e, in particolare, dai rischi legati al couloir del Goûter, uno dei passaggi più delicati della via normale. Secondo il primo cittadino, gli alpinisti erano stati più volte invitati a rinunciare all’ascensione dalle compagnie delle guide di Saint-Gervais, Chamonix e Courmayeur, oltre che dall’Ufficio di alta montagna.

Le raccomandazioni riguardavano soprattutto il pericolo delle scariche di pietre, che nei giorni precedenti aveva raggiunto livelli tali da rendere particolarmente rischioso il passaggio. Venerdì scorso erano inoltre state diffuse sui social network immagini che documentavano la situazione.

Il rifugio era già stato chiuso

Gli alpinisti, secondo quanto riferito dal sindaco, avevano raggiunto il rifugio prima della chiusura della struttura, disposta dallo stesso Peillex. Quando è arrivato il momento di rientrare, però, hanno chiesto un intervento di soccorso.

Il sindaco ha però ritenuto che non ci fossero le condizioni per giustificare un salvataggio gratuito. Nella sua ricostruzione, nella mattinata le condizioni di attraversamento del couloir erano tornate relativamente calme e quindi, a suo giudizio, nulla avrebbe impedito agli alpinisti di affrontare la discesa.

Per questo motivo il gruppo ha dovuto organizzare autonomamente il rientro. Gli alpinisti sono scesi a valle con un elicottero privato, sostenendone direttamente il costo. Solo una parte del gruppo ha invece scelto di affrontare la discesa a piedi.

Il sindaco: “Una nuova era per il soccorso in montagna”

Jean-Marc Peillex, noto per le sue posizioni particolarmente rigide sulla sicurezza sul Monte Bianco, ha difeso apertamente la propria decisione.

Secondo il sindaco, quanto accaduto dovrebbe rappresentare un precedente per modificare il sistema di soccorso in montagna in Francia. L’obiettivo, sostiene, dovrebbe essere quello di garantire gratuitamente gli interventi nei reali casi di emergenza, facendo invece sostenere i costi a chi mette consapevolmente a rischio se stesso dopo aver ignorato gli avvertimenti.

“Questa fermezza deve aprire una nuova era e fare giurisprudenza”, ha affermato Peillex, auspicando una riforma delle regole del soccorso francese.

La vicenda riaccende così il dibattito sulla responsabilità individuale in alta montagna e sui limiti dell’intervento pubblico quando un pericolo sia stato preventivamente segnalato. Un tema particolarmente delicato sul Monte Bianco, dove condizioni meteorologiche e ambientali possono cambiare rapidamente e dove la preparazione degli alpinisti resta un elemento fondamentale per affrontare gli itinerari più impegnativi.

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