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Detenuto legato alla Sacra Corona Unita aggredisce dirigente della polizia penitenziaria nel carcere di Saluzzo

L’aggressione è avvenuta all’interno del carcere mentre la dirigente era impegnata nello svolgimento delle proprie funzioni

Gabriele Farina

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SALUZZO – Un detenuto sottoposto al regime di Alta Sicurezza ha aggredito una dirigente della polizia penitenziaria all’interno del carcere di Saluzzo, nel Cuneese. L’episodio è avvenuto nella giornata di ieri ed è stato denunciato dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp.

A finire al centro dell’aggressione è stata la dirigente sostituta del comandante dell’istituto penitenziario. Secondo quanto riferito dal sindacato, l’autore sarebbe Francesco Coffa, detenuto cinquantenne ritenuto riconducibile all’omonimo clan della Sacra Corona Unita brindisina e considerato vicino ai vertici dell’organizzazione criminale.

L’intervento degli agenti

L’aggressione è avvenuta all’interno del carcere mentre la dirigente era impegnata nello svolgimento delle proprie funzioni. Gli agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti per bloccare il detenuto e riportare la situazione sotto controllo.

L’episodio riaccende così l’attenzione sulle condizioni di sicurezza del personale che lavora negli istituti penitenziari, in particolare all’interno dei reparti destinati ai detenuti sottoposti al circuito di Alta Sicurezza.

A intervenire è stato Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, che ha definito l’accaduto “non accettabile”.

“Non è accettabile che una rappresentante dell’amministrazione penitenziaria impegnata nello svolgimento delle proprie funzioni possa essere aggredita all’interno dell’istituto”, ha sottolineato Beneduci, evidenziando anche la gravità del fatto che la vittima sia una donna impegnata quotidianamente nel proprio ruolo istituzionale.

L’Osapp: “Carceri sempre più pericolose”

Secondo il segretario generale dell’Osapp, l’aggressione di Saluzzo rappresenterebbe anche un ulteriore segnale delle difficoltà che interessano il personale penitenziario.

Beneduci denuncia infatti che le carceri del distretto che comprende Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, così come numerosi altri istituti italiani, sarebbero diventate “luoghi sempre più pericolosi per il personale di polizia penitenziaria”.

Il sindacato chiede quindi un intervento urgente da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio, sollecitando maggiori garanzie per gli operatori.

“Servono interventi immediati, maggiori garanzie per il personale e una gestione del circuito di Alta Sicurezza realmente adeguata al livello di pericolosità dei soggetti detenuti”, ha affermato Beneduci.

L’Osapp chiede in particolare che la gestione dei detenuti sottoposti al regime di Alta Sicurezza venga rafforzata e adeguata alla loro pericolosità, evitando che episodi di aggressione possano trasformarsi in situazioni ancora più gravi.

“Non possiamo aspettare che si verifichi una tragedia”, è l’allarme lanciato dal sindacato.

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