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In corso a Torino l’inaugurazione delle Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra

Coinvolti 160 studenti delle scuole secondarie provenienti da 41 Paesi. Nei prossimi giorni lavoreranno singolarmente e in gruppi sulle Alpi occidentali

Marco Lovisolo

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TORINO – È in corso questa mattina, nell’auditorium del Palazzo della Regione Piemonte a Torino, l’inaugurazione della 19ª International Earth Science Olympiad (IESO). Nata nel 2007, è la competizione internazionale annuale di scienze della Terra per studenti delle scuole secondarie. Unisce prove teoriche, indagini pratiche sul campo e un progetto internazionale a squadre miste (Earth System Project), e promuove in tutto il mondo l’educazione alle geoscienze e la cultura del Sistema Terra.

All’edizione di quest’anno partecipano 41 Paesi.

L’evento – organizzato da ANISN ETS, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino e il sostegno della Regione Piemonte – ha preso ufficialmente il via ieri, 20 agosto, e durerà fino al 27 agosto. Teatro dei laboratori saranno le Alpi occidentali.

Gli studenti coinvolti nelle Olimpiadi si confronteranno singolarmente e in squadre e analizzeranno ambienti di grande valenza geoambientale delle Alpi piemontesi. Studieranno rocce, terremoti, vulcani, frane, cambiamento climatico sui ghiacciai della Valle d’Aosta.

«Il mondo ha bisogno di geoscienziati. Cambiamenti climatici, crisi idrica, energia, disastri naturali — tutto passa attraverso la conoscenza della Terra e la comprensione dei fenomeni che la stanno trasformando. Eppure pochi giovani scelgono questo percorso. Le geoscienze rimangono invisibili nei curricoli scolastici, nonostante siano essenziali» scrive in un post la professoressa Susanna Occhipinti, chair del comitato organizzatore IESO 2026.

Questa mattina, oltre ai saluti istituzionali, il momento più atteso è la presentazione delle squadre, con la proiezione dei video dei Paesi partecipanti, che trasforma l’auditorium in una piccola mappa del mondo.

«Ospitare in Piemonte le Olimpiadi internazionali delle Scienze della Terra significa accogliere oltre 160 giovani provenienti da 41 Paesi e, allo stesso tempo, offrire loro la possibilità di conoscere da vicino un territorio straordinario» – dichiara l’assessore regionale Marco Gabusi – «Le nostre Alpi diventano per una settimana un grande laboratorio a cielo aperto, un luogo nel quale studio, ricerca e conoscenza possono confrontarsi direttamente con la realtà. Ma c’è anche un valore che va oltre la competizione: vedere ragazze e ragazzi di tutto il mondo lavorare insieme, condividere esperienze e costruire relazioni partendo dalla scienza è un messaggio importante. Il Piemonte è orgoglioso di ospitarli e di mostrare loro il proprio patrimonio ambientale, geologico e culturale»,

A seguire, gli studenti lasceranno la cerimonia per raggiungere lo Skyway Monte Bianco, a Courmayeur (AO), dove si svolge l’Earth System Project dedicato ai ghiacciai alpini: una delle prove che meglio raccontano lo spirito delle IESO, con squadre miste, di nazionalità diverse, che lavorano insieme su un problema reale del pianeta.

All’auditorium intanto la mattinata proseguirà con la lectio magistralis del professor Marco Giardino sulla geodiversità e con il passaggio di consegne dalla Cina, Paese ospite nel 2025, all’Italia, che torna ad accogliere le IESO dopo le edizioni del 2011 e del 2022.

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