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CronacaTorino

No Tav, restano in carcere i due manifestanti tedeschi arrestati per le devastazioni in Valsusa

Bura e Joos restano quindi detenuti nel carcere delle Vallette, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta

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VALSUSA – Restano in carcere i due giovani tedeschi arrestati dopo l’assalto al cantiere Tav di Chiomonte del 25 luglio. Il tribunale del Riesame di Torino ha respinto la richiesta di attenuazione della misura cautelare presentata dai loro difensori, Gianluca Vitale e Lorenza Della Pepa. La decisione è arrivata a tre giorni dall’udienza sulla revisione dell’ordinanza firmata dalla gip Giulia Caveglia.

In carcere rimangono quindi Fabiola Zoe Bura, 20 anni, e Jonathan Joos, 25 anni, arrestati all’indomani degli scontri. I due sono accusati di devastazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale nell’inchiesta della Digos, coordinata dal sostituto procuratore Paolo Scafi.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Bura e Joos avrebbero preso parte all’assalto al cantiere, dove oltre 700 manifestanti avrebbero lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’area.

I due erano stati fermati a Susa, quasi al confine con la Francia, mentre cercavano di lasciare l’Italia in auto. Nel bagagliaio i poliziotti avevano trovato sei maschere antigas, una fionda, un estintore con una banda nera, cerate, guanti, cinque cappellini e occhialini, oltre a diversi indumenti e scarpe. Tra queste, una con suola verde e marchio The North Face e un paio Adidas modello Clima Proof.

Proprio alcuni di questi elementi avrebbero avuto un ruolo negli accertamenti. Gli investigatori avrebbero confrontato il materiale recuperato nell’auto con le immagini degli scontri, individuando dettagli ritenuti compatibili con l’abbigliamento indossato dai due giovani.

Nell’ordinanza di custodia cautelare la gip aveva definito il quadro indiziario “solido e univoco”, sottolineando anche il rischio di reiterazione di condotte violente. Una valutazione che il tribunale del Riesame ha ora confermato, ritenendo ancora attuali le esigenze cautelari.

Bura e Joos restano quindi detenuti nel carcere delle Vallette, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. Le accuse nei loro confronti dovranno essere valutate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza fino a una eventuale sentenza definitiva.

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