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Dicono “NO” alla riapertura dell’ex cava di Santa Lucia a Roccaforte Mondovì: “5 mila alberi a rischio”
La riapertura dell’ex cava di Santa Lucia comporterebbe, secondo il comitato, gravi squilibri ecologici ed ambientali
ROCCAFORTE MONDOVÌ – Il comitato territoriale “Ama il tuo paese” ha lanciato una raccolta firme online per opporsi fermamente al progetto di riapertura dell’ex cava di Santa Lucia, una procedura complessa e discussa che approda ora all’attenzione della Provincia di Cuneo e degli enti competenti.
Al centro della protesta c’è la salvaguardia di un’area naturale di elevato pregio, situata a ridosso della borgata abitata di Rulfi e del cinquecentesco Santuario di Santa Lucia, riconosciuto in passato come “Luogo del Cuore” del FAI.
L’allarme del comitato
Il sito, che si inserisce nella zona del “Momburgo”, è allocato in una zona caratterizzata da percorsi devozionali, cavità naturali, sentieri panoramici, sorgenti e fitti boschi.
Nonostante le potenzialità naturalistiche e di attrazione turistica, i promotori dell’iniziativa denunciano il pesante impatto che il nuovo fronte di scavo comporterebbe per l’equilibrio sia ecologico sia economico:
«La riapertura comporterebbe l’abbattimento di oltre 5 mila alberi e l’estrazione di un milione e 220 mila metri cubi di materiale roccioso. Questo significherebbe alterare irrimediabilmente il paesaggio e la sua biodiversità, mettendo a repentaglio la salute pubblica per via delle polveri sollevate dalle lavorazioni e per l’inquinamento acustico e ambientale generato dal continuo transito di mezzi pesanti».
L’appello del comitato punta quindi a sensibilizzare l’amministrazione provinciale e la cittadinanza affinché il processo di rinaturalizzazione spontanea ormai in atto da decenni non venga azzerato da nuovi interventi di scavo.
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