CronacaCuneo
Nel carcere di Alba detenuti forzano il cancello di una sezione, cinque agenti feriti
I sindacati Osapp e Fns Cisl Piemonte denunciano una situazione grave degli istituiti penitenziari
ALBA – Sono finiti al pronto soccorso cinque operatori della Polizia penitenziaria dopo un’aggressione subita per mano di detenuti il 20 agosto nella Casa di reclusione di Alba (CN).
Il cancello preso a calci
Secondo quanto riferito dal sindacato Osapp e riportato su diverse testate locali, alle 11.30 un ristretto ha cominciato a colpire ripetutamente con dei calci il cancello di una sezione del penitenziario, coinvolgendo successivamente altri detenuti presenti nel reparto.
La situazione ha costretto il personale in servizio a ripiegare temporaneamente all’esterno della sezione, nel tentativo di tutelare la propria incolumità. Poco dopo, intorno alle 12, durante la distribuzione del vitto, i detenuti coinvolti hanno forzato il cancello, riuscendo a uscire dalla sezione.
Degenerazione all’ora di pranzo
La situazione è degenerata: a quel punto è intervenuto il personale di Polizia, per contenere la rivolta sfiorata. Un ispettore e quattro agenti sono stati aggrediti con spintoni, calci e pugni. I cinque operatori hanno fatto ricorso alle cure mediche e hanno riportato prognosi comprese tra 3 e 8 giorni.
I commenti di Osapp e Cisl
Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, ha chiesto di non sottovalutare l’episodio e ne ha sottolineata la particolare gravità. Ha chiesto al ministro della Giustizia l’invio di ispettori al carcere di Alba e, più in generale, negli istituti penitenziari di Piemonte e Liguria, dei quali l’organizzazione sindacale denuncia da tempo il progressivo deterioramento e la carenza di personale.
Secondo il sindacato, sarebbe necessario verificare le condizioni di sicurezza e l’organizzazione dei servizi all’interno delle strutture.
Anche Fns Cisl Piemonte parla di «ennesima aggressione alla Polizia penitenziaria» e sottolinea come non sia più possibile considerare questi episodi come fatti isolati.
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