Seguici su

BiellaCronaca

Gasolio con punto di infiammabilità troppo basso: sequestrati quasi 20 mila litri in un distributore di Biella

Il gasolio destinato all’autotrazione e messo in vendita è risultato avere un punto di infiammabilità inferiore a 40 gradi, contro un valore minimo di circa 55 gradi previsto

Gabriele Farina

Pubblicato

il

BIELLA – Quasi 20 mila litri di gasolio non conforme agli standard di sicurezza sono stati sequestrati in un distributore stradale di Biella dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il carburante, secondo le analisi di laboratorio, presentava caratteristiche tali da poter comportare rischi durante le fasi di stoccaggio, movimentazione e utilizzo.

Il controllo è scattato nell’ambito del protocollo di collaborazione tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a seguito di specifiche analisi di rischio. A intervenire sono stati i militari del Gruppo Biella e i funzionari dell’Area territoriale di Biella, coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza e dall’Ufficio ADM Piemonte 3.

Il punto di infiammabilità ben al di sotto dei limiti

A far emergere l’irregolarità sono state le analisi tecniche effettuate dal laboratorio ADM di Milano. Il gasolio destinato all’autotrazione e messo in vendita è risultato avere un punto di infiammabilità inferiore a 40 gradi, contro un valore minimo di circa 55 gradi previsto dalla norma tecnica UNI EN 590:2022.

Il punto di infiammabilità, in sostanza, indica la temperatura alla quale un liquido inizia a produrre vapori che possono incendiarsi. Un valore più basso rispetto a quello previsto dagli standard comporta quindi maggiori criticità sotto il profilo della sicurezza, in particolare durante le operazioni di carico e scarico e nella gestione del carburante.

Ma non ci sarebbero soltanto rischi legati alla possibilità di incendio. Secondo quanto rilevato dagli investigatori, l’utilizzo di un carburante con caratteristiche non conformi potrebbe provocare anche malfunzionamenti dei motori, maggiore usura e una riduzione del rendimento, oltre a un possibile incremento delle emissioni inquinanti, con conseguenze per la salute e per l’ambiente.

Sequestrati 19.987 litri e otto colonnine

Considerata la non conformità del prodotto rispetto agli standard previsti per la commerciabilità, è stata ipotizzata la frode in commercio, prevista dall’articolo 515 del Codice penale.

Le forze dell’ordine hanno quindi proceduto al sequestro di 19.987 litri di gasolio irregolare, insieme alle otto colonnine di erogazione attraverso le quali il carburante veniva venduto.

Il legale rappresentante dell’impresa che gestisce l’impianto è stato deferito alla Procura della Repubblica di Biella.

L’operazione rientra nell’attività congiunta di Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli finalizzata anche a contrastare le forme di concorrenza sleale e a tutelare i consumatori. In questo caso, l’intervento ha impedito che un quantitativo rilevante di carburante giudicato non conforme e potenzialmente pericoloso venisse immesso in consumo.

Il procedimento è ancora alle indagini preliminari

La vicenda giudiziaria è tuttavia ancora nella fase iniziale. Il procedimento penale è infatti attualmente in fase di indagini preliminari.

Come precisato dalla Guardia di Finanza, resta quindi fermo il principio della presunzione di non colpevolezza: l’effettiva responsabilità della persona sottoposta alle indagini potrà essere accertata definitivamente soltanto nel caso in cui intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *