PiemonteScuola e formazione
Comincia la scuola, il messaggio dell’assessora Cameroni agli studenti piemontesi: «Abbiate sogni grandi»
In Piemonte la scuola comincia lunedì 14 settembre
TORINO – «Si ricomincia». Con queste parole l’assessora all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte, Daniela Cameroni, si rivolge agli studenti alla vigilia del nuovo anno scolastico. Un messaggio rivolto a chi si prepara a tornare tra i banchi, tra l’emozione di ritrovare gli amici, l’agitazione per una scuola nuova e, per qualcuno, il desiderio di avere ancora qualche giorno di vacanza.
Ma l’inizio dell’anno, sottolinea Cameroni, rappresenta soprattutto l’occasione per guardare avanti e immaginare tutto quello che ancora deve accadere.
«Davanti a voi ci sono mesi ancora tutti da scrivere», scrive l’assessora. Mesi nei quali incontrare persone nuove, imparare cose ancora sconosciute, ottenere buoni risultati ma anche confrontarsi con qualche voto deludente, ridere, discutere e magari scoprire una passione che oggi non si sa ancora di avere.
«Abbiate sogni grandi»
Il primo augurio agli studenti è quindi quello di non avere paura di puntare in alto.
«Abbiate sogni grandi», è l’invito di Cameroni, che li esorta a cercare ciò che li appassiona, a fare domande, a essere curiosi e, quando qualcosa riesce davvero ad accendere il loro interesse, a mettercela tutta.
Un passaggio che si lega direttamente al tema del merito, presente anche nella delega dell’assessora.
«Non una gara per essere migliori degli altri. Ma la voglia di dare il meglio di sé», precisa Cameroni. Il merito, nella sua idea, non è dunque soltanto il risultato finale, ma anche la capacità di provarci, sbagliare, capire dove si è sbagliato e riprovare.
«Guardarsi indietro e accorgersi di aver fatto un passo avanti», scrive l’assessora, invitando gli studenti a vivere il percorso soprattutto per se stessi e per la persona che vogliono diventare.
L’intelligenza artificiale e il valore della propria testa
Nel messaggio trova spazio anche uno dei temi che stanno cambiando più rapidamente il mondo della scuola: l’intelligenza artificiale.
«Avete tra le mani strumenti che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza», osserva Cameroni, sottolineando come l’intelligenza artificiale sia già destinata a entrare sempre di più nel modo di studiare, lavorare e vivere delle nuove generazioni.
L’invito non è a ignorarla, ma a conoscerla e utilizzarla, imparando a sfruttarne le possibilità. Con una raccomandazione precisa: «La vostra testa».
Secondo l’assessora, infatti, anche in un mondo nel quale è possibile ottenere una risposta in pochi secondi resta fondamentale continuare a farsi domande, capire il perché delle cose, costruire le proprie opinioni e confrontarle con quelle degli altri.
E anche avere la capacità di cambiare idea quando necessario.
«Fate spazio a chi fa più fatica»
L’altro grande tema del messaggio riguarda le relazioni.
La scuola, ricorda Cameroni, è uno dei luoghi nei quali si trascorre ogni giorno molto tempo insieme a persone che non si sono necessariamente scelte. Ma proprio questa caratteristica può diventare una grande opportunità.
L’assessora invita gli studenti a parlare con il compagno di banco, conoscere chi è appena arrivato e soprattutto «fare spazio a chi fa più fatica a inserirsi».
Un invito che vale anche nel confronto con chi ha idee diverse e nel rapporto con gli insegnanti e con tutto il personale scolastico.
«Non ricorderete tutti i voti, ma ricorderete le persone»
È forse uno dei passaggi più personali della lettera.
Tra qualche anno, scrive Cameroni, gli studenti probabilmente non ricorderanno tutti i voti presi, così come alcune formule e alcune date studiate per un’interrogazione finiranno inevitabilmente per essere dimenticate.
«Ma le persone, quelle sì, le ricorderete».
Resterà il ricordo di un professore che ha dato fiducia, di un amico incontrato tra quei banchi, di una risata durante l’intervallo. E forse proprio gli anni della scuola saranno quelli nei quali molti ragazzi inizieranno a capire che cosa vogliono fare della propria vita.
Da qui l’ultimo invito dell’assessora: «Vivete davvero la scuola».
E soprattutto continuate a sognare, anche quando raggiungere quel sogno sembrerà difficile.
«Questo nuovo anno scolastico non è soltanto un altro anno che comincia. È un altro pezzo della persona che state diventando», conclude Cameroni, augurando agli studenti piemontesi «buon primo giorno di scuola» e un buon anno scolastico.
La lettera integrale
Cari ragazzi,
si ricomincia.Un nuovo anno scolastico è alle porte.
Qualcuno di voi entrerà a scuola felice di ritrovare i propri amici. Qualcuno lo farà con un po’ di agitazione, perché è il primo giorno in una scuola nuova. Qualcun altro, diciamolo, avrebbe fatto volentieri ancora qualche giorno di vacanza.
Davanti a voi ci sono mesi ancora tutti da scrivere. Incontrerete persone nuove, imparerete cose che oggi non conoscete, prenderete bei voti e qualche volta ne arriverà uno che avreste preferito non vedere.
Riderete e discuterete, magari vi annoierete anche. E – chi lo sa – potreste scoprire una passione che oggi non sapete ancora di avere.
Per questo il primo augurio che voglio farvi è: abbiate sogni grandi.
Cercate quello che vi appassiona, provate, fate domande, siate curiosi. E quando qualcosa accenderà davvero il vostro interesse, mettetecela tutta.
È questo il merito in cui credo.
Non una gara per essere migliori degli altri. Ma la voglia di dare il meglio di sé.
Il merito è anche questo: provarci. Sbagliare. Capire dove si è sbagliato e riprovarci ancora. Guardarsi indietro e accorgersi di aver fatto un passo avanti.
Fatelo per voi. Per la persona che volete diventare.
La vostra generazione, poi, sta crescendo in un periodo davvero particolare. Avete tra le mani strumenti che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza: l’intelligenza artificiale è già uno di questi e farà sempre più parte del vostro modo di studiare, lavorare e vivere.
Conoscetela. Usatela. Imparate a sfruttarne le possibilità. Ma una cosa tenetevela stretta: la vostra testa.
Continuate a farvi domande anche quando avete una risposta in pochi secondi. Cercate di capire il perché delle cose. Abbiate le vostre idee, discutetele e, quando serve, abbiate anche l’intelligenza di cambiarle.
E poi c’è una cosa ancora più importante.
Guardate le persone che avete intorno. I vostri compagni, i vostri insegnanti e professori. Il personale scolastico.
La scuola è uno dei pochi luoghi della vita in cui ogni giorno condividete così tanto tempo con persone che non avete scelto voi. Ed è una grande opportunità.
Parlate con il vostro compagno di banco. Conoscete chi è appena arrivato. Fate spazio a chi fa più fatica a inserirsi.
Confrontatevi con chi la pensa diversamente.
E parlate con i vostri insegnanti. Tra qualche anno, quando penserete alla scuola, probabilmente non ricorderete tutti i voti che avete preso. Qualche formula sarà sparita dalla memoria e qualche data studiata per un’interrogazione pure.
Ma le persone, quelle sì, le ricorderete.
Ricorderete un professore che vi ha dato fiducia. Un amico conosciuto tra quei banchi. Una risata durante l’intervallo.
E magari ricorderete proprio questi anni come quelli in cui avete iniziato a capire che cosa volevate fare della vostra vita.
Allora viveteli. Vivete davvero la scuola.
E – soprattutto – continuate a sognare, anche quando raggiungere quel sogno sembrerà difficile.
Perché questo nuovo anno scolastico non è soltanto un altro anno che comincia.
È un altro pezzo della persona che state diventando.
Buon primo giorno di scuola, ragazzi. E buon anno a tutti voi.
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