CronacaTorino
Maestra accusata di maltrattamenti, la Procura di Torino chiede 3 anni e 6 mesi
In aula gli alunni hanno raccontato episodi che, secondo le loro testimonianze, li avrebbero segnati ancora oggi
TORINO – La vicenda è iniziata con la denuncia della madre di uno degli alunni, dalla quale sono partite le indagini dei carabinieri. Secondo l’accusa, tra il 2017 e il 2020, in una scuola elementare della provincia di Torino, una maestra avrebbe maltrattato alcuni bambini con strattoni, umiliazioni davanti ai compagni, urla, punizioni collettive e discorsi sulla morte.
I fatti sono ora al centro di un processo. Ieri, giovedì 1 ottobre 2026, la Procura di Torino ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere per l’insegnante.
Le testimonianze degli ex alunni
Nel corso del processo sono stati ascoltati alcuni degli ex alunni, oggi adolescenti. Dieci di loro si sono costituiti parte civile, assistiti dagli avvocati Wladimiro Lanzetti e Maria Elena Parlatano.
In aula hanno raccontato episodi che, secondo le loro testimonianze, li avrebbero segnati ancora oggi. “Ormai sono adolescenti, ma ricordano tutto molto bene. E non hanno remore a dire che all’epoca piangevano o avevano paura ad andare in classe”, ha osservato la pm durante la requisitoria.
Una delle ex alunne ha raccontato di aver scelto il liceo di scienze umane con un obiettivo preciso: “Voglio diventare insegnante e far sì che non ci siano più maestre come quella che ho avuto io”.
Tra gli episodi ricordati c’è quello di un bambino rimproverato perché, durante un esercizio, contava sulle dita: “Aveva messo il naso contro il mio, urlava e aveva gli occhi rossi per la rabbia. Ero troppo spaventato per capire cosa stava dicendo”.
Un altro ex alunno ha raccontato che, dopo alcuni discorsi dell’insegnante, a casa non voleva più mangiare carne perché “la maestra dice che era di un cadavere”. Secondo le testimonianze, la docente avrebbe anche affrontato più volte il tema della morte davanti alla classe, dicendo che “ogni giorno che passa ci avvicina di più alla morte”.
Una ragazza ha invece spiegato di essersi sentita sollevata con l’arrivo della pandemia: “L’arrivo del covid mi tranquillizzò perché con la didattica a distanza potevo stare lontano da lei”.
La ricostruzione dell’accusa e la difesa
Secondo la pm, l’insegnante avrebbe avuto alcuni alunni prediletti e altri sui quali si sarebbe accanita. “Non so proprio dire perché ce l’avesse con me – ha raccontato una ragazza -. Quando alzavo la mano mi ignorava. Ma se c’era da sgridare qualcuno ero la prima”.
Durante la requisitoria, la pm ha inoltre definito “complottismo di bassa lega” la versione fornita dall’imputata e ha contestato quella che ha definito la sua “indifferenza su temi che dovrebbero essere molto cari a chi ha scelto di insegnare ai bimbi”.
La maestra è assistita dall’avvocato Stefano Caniglia. La sentenza è attesa per l’11 novembre 2026.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese


Simone
2 Ottobre 2026 at 8:36
Se fosse vero quanto letto non stabilirei la pena in mesi ma in anni. Poi allontanamento dai minori.