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A bit of [hi]story 2026 chiude con 2 mila presenze: cinque giorni per capire il futuro dell’informatica

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Si è chiusa domenica 4 ottobre a Torino A bit of [hi]story 2026, la rassegna dedicata alla storia, al presente e al futuro dell’informatica organizzata dal MuPIn – Museo Piemontese dell’Informatica.

Oltre 60 speaker, 50 appuntamenti, 250 studenti e 16 espositori da quattro Paesi. Al centro dell’edizione il rapporto tra tecnologia, consumi energetici e sostenibilità

Cinque giorni di incontri, mostre, laboratori e dibattiti che hanno portato complessivamente circa 2.000 persone agli appuntamenti del festival, diventato negli anni uno dei principali eventi piemontesi dedicati alla cultura digitale e alla storia dell’informatica.

Il tema dell’edizione 2026 era “Equilibri Digitali: i conti veri dell’informatica”, con una domanda di fondo: quale prezzo ambientale e sociale paghiamo per la nostra crescente dipendenza dalla tecnologia?

Consumi energetici, impatto ambientale del digitale, Intelligenza Artificiale, rifiuti elettronici e possibilità di riuso dei dispositivi tecnologici sono stati alcuni dei temi al centro dei circa 50 appuntamenti organizzati durante la manifestazione.

Il festival ha coinvolto oltre 60 speaker, con circa 40 ore di contenuti video che saranno rese disponibili online.

Le prime tre giornate sono state dedicate alle scuole e si sono svolte al Palazzo della Città Metropolitana di Torino, coinvolgendo circa 250 studenti. Nel fine settimana del 3 e 4 ottobre A bit of [hi]story si è invece spostato ai Docks Dora, con iniziative aperte al grande pubblico.

Da Luca Mercalli alla Programma 101

Tra gli ospiti dell’edizione 2026 numerosi esperti di tecnologia, ambiente, innovazione e storia dell’informatica.

Sono intervenuti, tra gli altri, il climatologo Luca Mercalli, Gastone Garziera, uno dei progettisti della Programma 101, Giorgio Garuzzo, già amministratore delegato di Iveco e direttore generale del gruppo Fiat, Don Luca Peyron, referente dell’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino, e Chiara Foglietta, assessora della Città di Torino.

Presenti anche Guido Saracco, già rettore del Politecnico di Torino, i divulgatori scientifici Esmeralda Moretti e Pierdomenico Memeo e gli storici dell’informatica Giovanni Cignoni e Carlo Santagostino.

Accanto agli incontri sono stati organizzati gli stand di 16 enti e associazioni impegnati nella conservazione della storia del computer, nella divulgazione tecnologica e nella cultura digitale.

Gli espositori sono arrivati da Italia, Svizzera, Spagna e Croazia, confermando la dimensione internazionale raggiunta dalla manifestazione.

L’edizione 2026 ha rappresentato anche un momento importante per il MuPIn, che ha celebrato i suoi 15 anni e ha presentato al pubblico il percorso che ha portato all’apertura del museo nella nuova sede di piazza Riccardo Valla a Torino.

La manifestazione è stata quindi anche l’occasione per raccontare al territorio e agli stakeholder il progetto del Museo Piemontese dell’Informatica e il suo patrimonio storico e tecnologico.

A bit of [hi]story 2026 è stato realizzato con il patrocinio di Commissione Europea, Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino e Università di Torino, con il sostegno di Fondazione CRT e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e il supporto di Sunnyvale.

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