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Cooperative torinesi, meno imprese ma più strutturate: 2,4 miliardi di valore e quasi 40 mila addetti

Sempre più cooperative stanno adottando comportamenti coerenti con i criteri ESG

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TORINO – Presentata a Palazzo Birago la decima indagine della Camera di commercio di Torino. Tiene l’occupazione, crescono servizi alla persona, agroalimentare e cooperative giovanili. Il 60,4% guarda con fiducia al futuro

Il sistema cooperativo torinese continua a ridurre il numero delle imprese, ma mostra segnali di maggiore solidità sul piano economico e occupazionale. Nel 2025 le cooperative della città metropolitana di Torino hanno generato 2,4 miliardi di euro di valore della produzione e dato lavoro a 39.595 addetti.

È quanto emerge dalla decima indagine annuale della Camera di commercio di Torino sull’andamento del sistema cooperativo, presentata a Palazzo Birago. Alla ricerca hanno collaborato AGCI Piemonte, Confcooperative Piemonte Nord, Legacoop Piemonte e UE.Coop Piemonte, con il supporto tecnico di Unioncamere Piemonte.

Al primo semestre 2026 le cooperative attive nella città metropolitana sono 910, l’1,6% in meno rispetto alla fine del 2025. Il calo prosegue una tendenza di lungo periodo, legata sia alla riduzione delle imprese esistenti sia alla scarsità di nuove iscrizioni.

Il dato occupazionale, però, tiene: gli addetti sono 39.595, sostanzialmente stabili rispetto alla fine del 2025, anche se nel confronto con il 2017 la diminuzione è del 13,6%.

Un altro elemento significativo riguarda la dimensione delle imprese. Le micro e piccole cooperative rappresentano ancora l’87,5% del totale, ma il loro peso è diminuito nel tempo a favore delle medie e grandi imprese, passate dal 10,5% del 2017 al 12,5% attuale.

I due principali comparti della cooperazione torinese sono i servizi alle imprese e quelli alle persone. I servizi alle imprese rappresentano il 38,1% delle cooperative e contribuiscono al 24,9% del valore della produzione e al 32,5% dell’occupazione. I servizi alle persone rappresentano invece il 30,7% delle cooperative, ma hanno un peso molto maggiore sul lavoro: generano il 33,7% del valore della produzione e ben il 57,5% dell’occupazione.

Nel primo semestre 2026 le cooperative dei servizi alle imprese sono diminuite del 2,5%, mentre quelle dei servizi alle persone sono cresciute dell’1,5%. In aumento anche le cooperative dell’alloggio e ristorazione (+3,4%) e dell’agricoltura (+1,4%).

Il sistema cooperativo rimane fortemente concentrato nel capoluogo. A Torino ha sede il 57% delle cooperative e si concentra il 64,2% degli addetti. Dopo Torino, i comuni con il maggior numero di imprese cooperative sono Ivrea, Pinerolo e Moncalieri.

Non tutte le aree del territorio, tuttavia, seguono la stessa dinamica occupazionale. Rispetto al 2017 crescono gli addetti nell’area metropolitana nord, in particolare nell’area di Leinì, nell’Eporediese, nel Pinerolese e nel Chivassese.

La componente femminile rappresenta uno degli elementi più rilevanti del sistema cooperativo torinese. A giugno 2026 le cooperative femminili sono 265, pari al 29,1% del totale. Sono particolarmente presenti nei servizi alle persone, dove rappresentano il 53,2% delle cooperative femminili, seguiti dai servizi alle imprese con il 31,3%.

Il dato più significativo riguarda però l’occupazione: le cooperative femminili impiegano 19.138 persone, pari al 53,8% degli addetti complessivi della cooperazione torinese. Rispetto alla fine del 2025 gli addetti sono aumentati del 3,6%, mentre rispetto alla fine del 2022 la crescita è dell’11,6%.

Segnali positivi arrivano anche dalle cooperative giovanili. Dopo anni di diminuzione, nel primo semestre 2026 sono salite a 25, una in più rispetto alla fine del 2025. Rappresentano il 2,7% delle cooperative torinesi e occupano 362 addetti, 99 in più rispetto alla fine dello scorso anno. I servizi alle imprese sono il principale settore di attività delle cooperative giovanili, seguito dall’agricoltura.

L’indagine realizzata tra giugno e luglio 2026 ha analizzato anche l’andamento economico, l’occupazione, la ricerca di personale, il clima di fiducia e le prospettive future. Nel 2025 quasi una cooperativa su due, il 49,8%, ha registrato un fatturato stabile. Il dato è nettamente superiore al 37,8% del 2024. Il 30,9% delle cooperative ha invece dichiarato un aumento dei ricavi, mentre il 19,3% ha registrato una diminuzione. Il saldo tra chi segnala una crescita e chi indica una riduzione rimane quindi positivo, a +11,6%.

Nei primi sei mesi del 2026 la quota delle imprese che indicano una situazione stabile sale ulteriormente, raggiungendo il 61,4%.

La tenuta dell’occupazione è uno dei principali elementi positivi dell’indagine. Nel 2025 il 60,9% delle cooperative ha dichiarato una situazione occupazionale stabile. Nei primi sei mesi del 2026 la percentuale sale al 72%. Particolarmente significativo il ruolo delle donne e dei giovani. L’85,2% delle cooperative intervistate ha almeno una donna nel proprio organico, mentre il 70,9% ha almeno un lavoratore con meno di 35 anni.

Il clima di fiducia rimane positivo, anche se in leggero calo. Il 60,4% delle cooperative si dichiara ottimista sul futuro, contro il 63,2% rilevato nel 2025. Per il futuro, il 63,8% delle imprese prevede un consolidamento della propria attività. Tra i principali fattori di rischio vengono indicati soprattutto l’aumento dei costi energetici, segnalato dal 48,9% delle cooperative, e quello delle materie prime, indicato dal 42,1%.

Sempre più cooperative stanno inoltre adottando comportamenti coerenti con i criteri ESG, relativi a ambiente, dimensione sociale e governance. Il 90,1% delle cooperative dichiara di aver già adottato, o di prevedere di adottare entro i prossimi due anni, almeno un’azione in ambito ESG. Il dato è in crescita rispetto all’87,7% della precedente rilevazione.

L’ambito più sviluppato è quello Social, con l’88,2% delle cooperative che ha realizzato almeno un’azione. Seguono Environment, al 73,1%, e Governance, al 66,7%.

Per il presidente della Camera di commercio di Torino Massimiliano Cipolletta, la decima edizione dell’indagine mostra soprattutto la tenuta dell’occupazione e delle prospettive future, sottolineando il peso della componente femminile e giovanile.

Il quadro che emerge è quello di un sistema numericamente più piccolo rispetto al passato, ma mediamente più strutturato, capace di mantenere un peso significativo nell’economia torinese e soprattutto nell’occupazione. La sfida dei prossimi anni sarà quindi duplice: sostenere le cooperative esistenti e favorire la nascita di nuove realtà, rafforzando reti, innovazione, sostenibilità e partecipazione giovanile.

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