CronacaCuneo
Incendi boschivi dolosi tra Monregalese e Valle Pesio, indagato un volontario Aib
Gli incendi si sono verificati tra il periodo pasquale e la seconda metà di agosto, interessando i territori di Chiusa di Pesio, Peveragno, Villanova Mondovì e Pianfei
CUNEO – Un uomo di 39 anni, originario di Villanova Mondovì e residente a Peveragno, è indagato per aver appiccato nove incendi boschivi tra la primavera e l’estate scorsa nel Cuneese. Si tratta di un appartenente al Corpo Volontari Aib (Anti Incendi Boschivi) della Regione Piemonte, sospettato di aver provocato deliberatamente diversi roghi approfittando delle condizioni di particolare siccità della vegetazione e delle temperature elevate.
Gli incendi si sono verificati tra il periodo pasquale e la seconda metà di agosto, interessando i territori di Chiusa di Pesio, Peveragno, Villanova Mondovì e Pianfei. Complessivamente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le fiamme hanno percorso una superficie boschiva di circa due ettari.
Nove incendi tra Chiusa di Pesio, Peveragno e Villanova Mondovì
Nel dettaglio, gli episodi contestati all’uomo riguardano diverse località del territorio. A Chiusa di Pesio i roghi si sono verificati nelle zone di Cavanero e Peschiere, mentre a Peveragno sono stati interessati Salto dell’Asino e Valfredda.
Altri incendi sono stati registrati a Villanova Mondovì, nelle località Monte Calvario e Rolando, e a Pianfei, nei pressi dell’omonimo lago.
Le indagini sono state condotte dal Nucleo Carabinieri Forestale di Mondovì e sono proseguite per diversi mesi nel corso del 2026. Gli accertamenti, avviati dopo i primi episodi, hanno permesso agli investigatori di raccogliere progressivamente elementi utili a individuare il presunto responsabile.
Le indagini dei Carabinieri Forestali
I sospetti sull’uomo sono emersi dalle ricognizioni e dai rilievi effettuati nelle aree interessate dalle fiamme, insieme all’analisi delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza.
L’attività investigativa si è sviluppata in più fasi, anche alla luce della ripetizione degli episodi, fino a delineare un quadro indiziario che ha portato all’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati.
La contestazione riguarda il reato di incendio boschivo doloso, previsto dall’articolo 423-bis del Codice penale. La norma contempla, per la fattispecie indicata nel comunicato, una pena da sei a dieci anni di reclusione. Viene inoltre contestata l’aggravante legata alla violazione dei doveri connessi allo svolgimento di incarichi o servizi nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi boschivi.
La posizione dell’uomo dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento: l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una condanna.
Incendi boschivi, danni all’ambiente e rischi per i soccorritori
Gli incendi boschivi provocano danni agli ecosistemi e al paesaggio e comportano costi significativi per le operazioni di spegnimento. Gli interventi espongono inoltre a rischi il personale impegnato, dai Vigili del Fuoco ai volontari Aib.
La scorsa estate il Piemonte è stato interessato da condizioni ambientali particolarmente critiche, tanto da rendere necessaria una prolungata dichiarazione regionale dello stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi.
Secondo i Carabinieri Forestali, l’esito dell’indagine rappresenta un risultato importante nel contrasto agli incendi dolosi, un fenomeno che richiede particolare attenzione anche in considerazione delle condizioni climatiche sempre più estreme e della vulnerabilità del territorio.
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