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Scienza e TecnologiaTorino

A Settimo Torinese inaugurato lo “Stellar Hub”, il nuovo polo hi-tech per la produzione in serie di satelliti

La capacità produttiva teorica della struttura potrà raggiungere quota 140 satelliti all’anno

Valentina Dattilo

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SETTIMO TORINESE –  Apre oggi ufficialmente i battenti lo Stellar Hub, il nuovo stabilimento di Space Industries (società controllata dal gruppo torinese Comat e cofondata con Giuseppe Santangelo) dedicato interamente alla produzione in serie di satelliti. Un progetto ambizioso nato per introdurre processi industriali ripetibili e scalabili in un settore, quello spaziale, tradizionalmente legato a lavorazioni artigianali o di piccolissima scala. Torino consolida così ulteriormente il suo ruolo di capitale italiana ed europea dell’aerospazio.

Una fabbrica 4.0 per il mercato globale

Frutto di un investimento interamente privato di oltre 20 milioni di euro da parte di Comat – storica realtà industriale della famiglia Micelli – e con cantieri aperti lo scorso luglio 2025, lo stabilimento si estende su una superficie di circa 8.000 metri quadrati. Di questi, ben 2.000 sono occupati da camere pulite certificate ISO 8, progettate per accogliere satelliti fino a 600 chilogrammi di peso. A pieno regime, la capacità produttiva teorica della struttura potrà raggiungere quota 140 satelliti all’anno, a seconda della complessità dei programmi.

Ciò che rende unico lo Stellar Hub nel panorama europeo è la concentrazione, sotto lo stesso tetto, dell’intero ciclo di qualifica spaziale. All’interno del sito trovano spazio impianti per prove termovuoto (dotato di due camere TVAC da 1 e 3 metri di diametro), vibrazionali, elettromagnetiche e di propulsione. Un modello “tutto in uno” che riduce drasticamente i tempi e le necessità di movimentazione dei componenti tra impianti diversi.

Flessibilità, riservatezza e grandi collaborazioni

La struttura è stata concepita con un approccio platform agnostic, ovvero senza vincoli a piattaforme satellitari proprietarie, permettendo di individuare di volta in volta la soluzione più adatta alle esigenze della missione.

Gli spazi modulari comprendono fino a 12 aree di integrazione separate, una soluzione che consente di ospitare più programmi in contemporanea – siano essi commerciali, istituzionali o scientifici – garantendo la massima compartimentazione e tutela della riservatezza dei clienti. Questi ultimi possono scegliere se operare con i propri team o affidarsi interamente agli specialisti di Space Industries.

Nonostante l’inaugurazione odierna, il motore industriale è già a pieno regime: l’azienda vanta già tre contratti attivi, tra cui spicca la partnership appena annunciata con D-Orbit per l’avvio delle attività di test acceptance sulla piattaforma ION. Inoltre, lo stabilimento ha già superato un banco di prova d’eccellenza ospitando i test sul Layer-0, destinato all’aggiornamento di AMS-02, il rivelatore di particelle installato sulla Stazione Spaziale Internazionale, a cui hanno lavorato colossi e istituzioni del calibro di INFN, NASA, CERN, MIT e Alca Space.

Uno sguardo al futuro: crescita e occupazione

Con l’avvio delle attività, Space Industries conta attualmente circa 40 dipendenti, ma le proiezioni tracciate dalla dirigenza sono di forte crescita: l’obiettivo è superare i 200 collaboratori e toccare i 30 milioni di euro di fatturato entro il 2030, anno in cui sono già previste valutazioni per un’ulteriore espansione del sito.

Lo Stellar Hub si candida così a diventare un punto di riferimento internazionale, capace di unire la storica tradizione manifatturiera torinese alle più avanzate frontiere dell’economia dello spazio.

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