EconomiaTorino
Space Industries inaugura a Settimo Torinese la fabbrica dei satelliti
Lo Stellar Hub punta sulla produzione industriale dello spazio
Mercoledì 28 ottobre apre ufficialmente lo Stellar Hub di Space Industries, il nuovo impianto industriale di strada della Cebrosa. Circa 8.000 metri quadrati di superficie, 2.000 dedicati alle camere bianche e una capacità produttiva teorica fino a 140 satelliti all’anno: il progetto punta a rafforzare il ruolo del Piemonte nella filiera aerospaziale.
L’obiettivo dell’azienda è trasferire alla produzione dei satelliti alcuni principi tipici della manifattura industriale: processi standardizzati, lavorazioni organizzate, controllo della qualità e riduzione dei tempi di realizzazione. Un modello pensato per rispondere alla crescita della domanda di satelliti destinati alle telecomunicazioni, all’osservazione della Terra, alla ricerca scientifica e ad altre applicazioni spaziali.
Una fabbrica di satelliti da 8.000 metri quadrati
Lo Stellar Hub occupa una superficie complessiva di circa 8.000 metri quadrati. Il cuore produttivo è rappresentato dalle camere bianche, ambienti a contaminazione controllata indispensabili per lavorare su sistemi e componenti destinati allo spazio.
La struttura dispone di circa 2.000 metri quadrati di questi ambienti e nasce per gestire satelliti con una massa fino a 600 chilogrammi. La capacità produttiva teorica dichiarata dall’azienda arriva a 140 satelliti all’anno a pieno regime, un obiettivo che dipenderà dalla configurazione dei veicoli, dalla complessità delle missioni e dall’organizzazione delle singole commesse.
Accanto alle aree di assemblaggio sono presenti infrastrutture per le prove e i collaudi. Tra queste figurano sistemi per i test termovuoto, che permettono di simulare condizioni ambientali simili a quelle dello spazio, apparati per le prove vibrazionali e una camera anecoica per verificare il comportamento dei sistemi in condizioni controllate.
La possibilità di concentrare assemblaggio, integrazione e test nello stesso stabilimento permette di ridurre gli spostamenti dei satelliti tra strutture differenti e di coordinare le diverse fasi del processo produttivo.
Dalla tradizione industriale alla space economy
Space Industries è nata nel 2025 dall’iniziativa imprenditoriale legata al gruppo Comat e a Giuseppe Santangelo, amministratore delegato con esperienza internazionale nel settore aerospaziale.
La sede direzionale si trova a Torino, nello storico Palazzo Asinari di San Marzano, mentre la produzione è concentrata nello stabilimento di Settimo Torinese.
Il progetto si inserisce in una fase di trasformazione del settore spaziale. I satelliti, soprattutto quelli di dimensioni medio-piccole, sono sempre più utilizzati in costellazioni e programmi che richiedono la realizzazione di più unità, con tempi e costi compatibili con le esigenze del mercato.
In questo scenario, la capacità di industrializzare le lavorazioni rappresenta un fattore competitivo. Space Industries intende proporsi come partner per le aziende che progettano e sviluppano sistemi spaziali, mettendo a disposizione infrastrutture e competenze per le attività di assemblaggio, integrazione e verifica.
Le prime attività di test e la collaborazione scientifica
Prima dell’inaugurazione ufficiale, lo stabilimento ha già ospitato attività di test legate al progetto AMS-02, l’esperimento per lo studio dei raggi cosmici installato sulla Stazione spaziale internazionale.
Le attività hanno coinvolto una rete di competenze scientifiche e tecnologiche che comprende l’Istituto nazionale di fisica nucleare, la NASA, il CERN di Ginevra, il Massachusetts Institute of Technology e AlcaSpace, secondo quanto riportato dalle fonti di settore.
Queste esperienze evidenziano una delle possibili funzioni del nuovo impianto: mettere a disposizione infrastrutture industriali per attività che richiedono elevati livelli di precisione e affidabilità, anche a supporto della ricerca scientifica.
Lo sviluppo dello stabilimento è stato seguito anche dalle istituzioni. Nel luglio 2026 la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini aveva visitato lo Stellar Hub, accompagnata dai vertici aziendali e da rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e del sistema universitario e scientifico piemontese.
Lavoro qualificato e prospettive per il territorio
Uno degli aspetti da osservare nei prossimi anni riguarda le ricadute occupazionali. La produzione e il collaudo dei satelliti richiedono competenze ingegneristiche e tecniche specializzate, che comprendono elettronica, meccanica, sistemi di controllo, qualità e gestione dei processi industriali.
Le prospettive di crescita dello stabilimento potrebbero quindi generare opportunità per professionisti qualificati e contribuire a rafforzare i collegamenti tra imprese, università e centri di ricerca.
La sfida sarà anche quella di costruire relazioni con la filiera locale, coinvolgendo fornitori e imprese specializzate nelle diverse fasi della produzione. Un tema importante per un territorio che negli ultimi anni ha lavorato per ampliare le proprie competenze aerospaziali e diversificare il proprio tessuto industriale.
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