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CronacaScuola e formazioneTorino

Alcuni studenti non sono d’accordo sull’occupazione del Campus Einaudi: parte una raccolta firme, organizzato un sit-in

Gli studenti stanno raccogliendo le firme per chiedere la fine dell’occupazione del polo universitario

Valentina Dattilo

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TORINO – L’iniziativa era stata annunciata dai collettivi universitari dopo una partecipata assemblea studentesca: così il 26 ottobre studentesse e studenti hanno occupato una palazzina della facoltà di Giurisprudenza al Campus Luigi Einaudi di Torino, dando il via a una mobilitazione contro il caro vita, le politiche del governo e gli accordi universitari legati allo sviluppo di tecnologie a duplice uso, anche militare.

L’occupazione è ancora in corso, tanto che l’Università di Torino aveva diffuso una nota in cui comunicava che le attività didattiche programmate presso quella sede  «sono sospese per tutta la settimana (fino a sabato 31 ottobre compreso). Fanno eccezione le prove di valutazione, come esami, prove in itinere e analoghe verifiche, che si svolgeranno in altre strutture dell’Ateneo, secondo le indicazioni comunicate attraverso le piattaforme dedicate».

Una raccolta firme contro l’occupazione

In virtù di quanto sta accadendo, però, alcuni studenti hanno espresso il proprio dissenso circa la decisione di occupare il Campus, impedendo di fatto il normale svolgersi delle attività didattiche. Per questo motivo è stata lanciata la petizione “Campus libero” tramite cui gli studenti stanno raccogliendo le firme per chiedere la fine dell’occupazione del polo universitario. Fino a ore sono state raccolte oltre 250 firme.

Inoltre domani, giovedì 29 ottobre alle 17, davanti alla palazzina è in programma un sit-in.

Il Campus Luigi Einaudi è il luogo in cui ogni giorno migliaia di studenti, dottorandi, ricercatori, professori e membri del personale tecnico-amministrativo studiano, lavorano e si incontrano.

L’Università pubblica, luogo in cui il dissenso ha ampio spazio, è stata nuovamente occupata.

Le rivendicazioni politiche e le preoccupazioni degli studenti che possono essere condivise, sono in realtà strumentalizzate per affermare un potere politico di collettivi di una minoranza rumorosa, incontrastato e indiscusso.

Le preoccupazioni sul caro vita, la questione dell’autonomia abitativa e i fondi sull’istruzione sono temi seri, che non possono essere risolti negando il diritto allo studio a migliaia di studenti.

Le istanze degli studenti possono e devono essere veicolate tramite gli organi preposti, con iniziative anche politiche o associative, ma non con la prevaricazione.

Il Campus è e deve restare un luogo aperto a tutti, dove ciascuno si può sentire al sicuro nello svolgere l’attività intellettuale che è alla base della nostra democrazia.

Se anche tu sei contrario all’occupazione, firma la petizione e partecipa all’incontro di discussione e confronto organizzato dagli studenti all’ingresso del Campus, davanti alla palazzina Einaudi, giovedì 29 ottobre alle 17:00.

Ci auguriamo che gli occupanti rispettino il pluralismo e il diritto di tutti a confrontarsi.

Scrive il promotore dell’iniziativa.

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