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Flashback Art Fair 2026 a Torino: quattro giorni d’arte a Flashback Habitat con il tema “IN TIME”

Diretta da Ginevra Pucci e Stefania Poddighe, la manifestazione mette in dialogo dipinti, disegni, fotografie, sculture e installazioni

Gabriele Farina

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KOLLENBURG ANTIQUAIRS_Johann Wenzel Peter, Study of a lioness, ca. 1820, Olio su tela, h. 49 l. 61 cm

TORINO – Dal 29 ottobre al 1° novembre torna a Torino Flashback Art Fair, la fiera d’arte giunta alla quattordicesima edizione. Negli spazi di Flashback Habitat, in corso Giovanni Lanza, gallerie italiane e internazionali propongono opere che attraversano secoli e linguaggi diversi, dal Seicento all’arte contemporanea. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “IN TIME”, una riflessione sul valore del tempo, sul rapporto tra passato e presente e sulla possibilità di immaginare un futuro condiviso.

Diretta da Ginevra Pucci e Stefania Poddighe, la manifestazione mette in dialogo dipinti, disegni, fotografie, sculture e installazioni, trasformando la fiera in un percorso attraverso l’arte e le questioni della vita quotidiana.

IN TIME, il tempo come esperienza da condividere

Il titolo dell’edizione si ispira al film di fantascienza In Time di Andrew Niccol e invita a interrogarsi su come utilizziamo il tempo, a cosa scegliamo di dedicarlo e quanto siamo capaci di condividerlo. Passato, presente e futuro non sono considerati momenti separati, ma dimensioni che continuano a influenzarsi reciprocamente.

A guidare questa riflessione è anche una fotografia della Terra realizzata dall’astronauta Paolo Nespoli. Vista dallo spazio, la Terra appare senza confini, offrendo una prospettiva diversa sul pianeta e sulla vita quotidiana.

«Una fiera d’arte oggi deve chiedersi che cosa lascia nella vita delle persone», spiegano le direttrici Ginevra Pucci e Stefania Poddighe. L’obiettivo è creare occasioni di incontro tra opere e pubblico, mettendo in relazione epoche differenti e riportando l’arte dentro le domande del presente.

Dai dipinti antichi a Klimt e Picasso: le opere in fiera

Il percorso espositivo riunisce proposte molto diverse per epoca, tecnica e sensibilità. Tra le opere presentate figurano il Martirio di san Sebastiano di Andrea Vaccaro, del 1640, il Ritratto di Pauline Teutsch di Vittorio Matteo Corcos, del 1896, e il disegno Nu assis de face di Gustav Klimt, datato 1914-1915.

Il dialogo tra arte e natura passa dallo Studio di una leonessa di Johann Wenzel Peter, realizzato intorno al 1820, a Baumgruppe di Paul Klee del 1931, fino alla brocca zoomorfa Gufo di Pablo Picasso del 1954. Non mancano opere di Carol Rama, Lara Favaretto, Sandro Chia, Franco Angeli e Yves Klein.

La fotografia e la ricerca contemporanea trovano spazio nelle dodici immagini di Neo-Terrestre di Michele Zaza, del 1979, e nelle anamorfosi Chambéry e Nantes di Georges Rousse, del 2018. L’insieme restituisce una visione dell’arte che supera le divisioni cronologiche e invita a leggere le opere alla luce delle questioni attuali.

Collezionare arte anche con meno di 5.000 euro

La fiera dedica attenzione anche a chi si avvicina per la prima volta al collezionismo. A questo scopo nasce lo spazio collezioni.amo, allestito nella stanza 11 del Padiglione B, dove sono riuniti libri da consultare e opere messe a disposizione dagli espositori.

Tutte le opere proposte in questo spazio sono acquistabili a un prezzo inferiore ai 5.000 euro. L’iniziativa punta a rendere più accessibile il mercato dell’arte, offrendo ai visitatori la possibilità di fermarsi, osservare, leggere e fare domande prima di scegliere un’opera da portare nella propria collezione.

Le installazioni e i progetti speciali di Flashback Habitat

Il tema del tempo attraversa anche le installazioni e i progetti che accompagnano la fiera. All’ingresso, Tempo globale di Eliseo Mattiacci, del 2006, introduce una riflessione sul rapporto tra la dimensione umana e quella cosmica. Il dialogo prosegue con Sole e luna del 1976 e Capta segnali II del 2004, opere nelle quali ferro, ottone e acciaio diventano strumenti per interrogare il tempo.

Un’altra esperienza è IN TIME, Passo Tempo, progetto realizzato da Alessandro Bulgini con UISP Piemonte, Technogym e Forme in Bilico APS. Per tutti e quattro i giorni della manifestazione, corridori professionisti e dilettanti si alternano sul tapis roulant per un’ora ciascuno. La distanza percorsa aumenta, ma il punto di partenza coincide con quello di arrivo: una corsa che diventa metafora del tempo condiviso.

Nel Circolino, la piazza di Flashback Habitat, il progetto IN TIME. Ciò che è in alto è come ciò che è in basso mette in relazione lo sguardo dell’artista Alessandro Bulgini con quello di Paolo Nespoli. Le coperte termiche argentate sulle pareti evocano lo spazio e la tecnologia dei viaggi orbitali, mentre le fotografie della Terra diventano finestre aperte sul pianeta.

Al terzo piano del Padiglione B trova spazio anche Una vita migliore. Frammenti di storie dell’Istituto Provinciale della Città di Torino, mostra e opera permanente che si arricchisce con le sezioni Asterismi e Nuovi Sguardi. Il filo conduttore della prima è la maternità, raccontata attraverso opere che spaziano da un’anfora policroma del IV secolo avanti Cristo, proveniente da Canosa, alla Madonna dell’Umiltà di Giacomo Moranzon e alle fotografie di guerra e delle crisi umanitarie di Fabio Bucciarelli.

Nel Parco d’Arte Vivarium, invece, Franco Menicagli presenta Primo Inverno, un’installazione realizzata con materiali trovati sul posto che richiama la funzione delle antiche serre incubatrici e il tema della protezione dei più piccoli.

Prosegue inoltre Opera Viva, il Manifesto – Barriera di Milano, il progetto di arte pubblica di Alessandro Bulgini giunto alla dodicesima edizione. La navigazione a vela diventa una metafora per affrontare temi come migrazioni, frontiere, incertezza e solidarietà, con un riferimento alla Global Sumud Flotilla.

Incontri, musica e attività fino a mezzanotte

Il programma pubblico affianca alle esposizioni incontri, talk, laboratori didattici e presentazioni. Venerdì 30 ottobre è in programma IN TIME: un dialogo sul tempo, tra la Terra e lo spazio, con Alessandro Bulgini, il geologo coinvolto nell’incontro, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e l’astronauta Paolo Nespoli. Il confronto metterà al centro il pianeta e le responsabilità legate al suo futuro.

Durante la fiera, il Circolino sarà anche uno spazio di ritrovo con ristorante e bar bistrot. Fino alle 24 è previsto il programma musicale Flashback Sound, con proposte che spaziano dal jazz storico e contemporaneo ai generi latin, manouche e free.

Torna inoltre il Flashback Concept Store, dedicato all’incontro tra editoria, arte e design. Nei giorni e negli orari della manifestazione sarà possibile visitare anche il Padiglione A, dove durante l’anno lavorano artisti, fotografi, musicisti, editori, curatori e associazioni.

Flashback Art Fair 2026 propone così un percorso che va oltre la tradizionale esposizione di opere: un’occasione per osservare il passato con occhi nuovi, interrogare il presente e riflettere sul tempo che scegliamo di dedicare all’arte e alle relazioni con gli altri.

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