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Alla Pellerina sono rimaste soltanto due oche: perché Sula e Moryal potrebbero lasciare il lago

Le oche cignoidi possono vivere fino a 15-20 anni e necessitano di condizioni ambientali e alimentari adeguate

Gabriele Farina

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Immagine creata con ChatGpt

TORINO – La LAV Torino interviene sulla petizione per mantenere Sula e Moryal, le due oche cignoidi rimaste al Lago Grande del Parco della Pellerina, nel loro ambiente. L’associazione precisa di condividere l’obiettivo dei promotori, ma ritiene necessario un trasferimento temporaneo per tutelare la salute degli animali, in particolare quella di Sula, la femmina, che avrebbe affrontato un lungo periodo di cova.

La presa di posizione arriva dopo le iniziative sui social che chiedono di lasciare le due oche nel lago torinese e attribuiscono alla LAV la volontà di portarle via. L’associazione chiarisce che il suo obiettivo è garantire loro cure e protezione, senza escludere un futuro ritorno alla Pellerina.

La richiesta di aiuto ad agosto e il tentativo di recupero

La LAV ricostruisce quanto accaduto a partire da agosto, quando Monica Settanni, promotrice della petizione, si era rivolta alla sede torinese dell’associazione chiedendo aiuto per Sula. La femmina, dopo aver covato per 41 giorni, appariva «visibilmente provata», secondo quanto riferito nella segnalazione.

A seguito della richiesta, la LAV ha allertato gli organi competenti e le istituzioni, chiedendo l’intervento della Città Metropolitana di Torino attraverso l’Unità specializzata nella Tutela di Fauna e Flora. L’obiettivo era catturare l’oca con metodi non cruenti, per sottoporla a una visita veterinaria specialistica e alle eventuali cure necessarie.

Un tentativo di intervento è stato effettuato il 3 settembre 2026, ma senza successo. Secondo la LAV, l’esito negativo non sarebbe imputabile agli operatori, ma alle caratteristiche dell’area, priva di recinzioni e di strutture adeguate per la gestione degli animali. Una situazione che, per l’associazione, conferma la necessità di individuare un luogo protetto.

Dalle quindici oche iniziali ne sono rimaste soltanto due

La preoccupazione riguarda anche la sicurezza delle due oche. Secondo quanto riportato nella petizione, la colonia presente al Lago Grande era originariamente composta da quindici esemplari, ma nel tempo si è ridotta fino agli attuali Sula e Moryal.

Dieci oche sarebbero state uccise da esseri umani, dopo aggressioni avvenute durante la notte. Inoltre, dal 25 maggio 2026 non si hanno più notizie di Occhi di Cielo, la cui scomparsa è stata denunciata.

Le rive del lago sono facilmente accessibili e, in assenza di adeguate misure di protezione, le due oche rimaste continuerebbero a essere esposte a rischi analoghi. È su questo punto che la LAV fonda la richiesta di un trasferimento temporaneo, in attesa che venga realizzato un progetto di tutela dell’area.

Perché Sula potrebbe avere bisogno di cure urgenti

Le oche cignoidi possono vivere fino a 15-20 anni e necessitano di condizioni ambientali e alimentari adeguate. La loro dieta dovrebbe basarsi soprattutto sul pascolo, con erba fresca, trifoglio, foglie e piante acquatiche, integrati quando necessario da mangimi specifici e cereali. Hanno inoltre bisogno di acqua sufficientemente profonda, di un terreno morbido e asciutto e di un ricovero pulito, oltre a controlli periodici per prevenire eventuali problemi sanitari.

Nel caso di Sula, si aggiunge il lungo periodo trascorso a covare, dall’inizio di luglio fino ai primi di settembre. Una cova così prolungata può essere particolarmente faticosa per un’oca, che in questa fase tende a muoversi e alimentarsi meno.

Per questo la LAV ritiene urgente una visita veterinaria e un periodo di recupero con un’alimentazione adeguata. Condizioni che, secondo l’associazione, non possono essere garantite nel parco, dove l’accesso è libero e non è presente un servizio di custodia degli animali.

La LAV richiama inoltre l’attenzione su un comportamento comune tra i frequentatori del parco: offrire pane bianco alle oche. Nonostante il gesto sia spesso dettato dall’affetto, il pane può provocare squilibri alimentari e problemi di sviluppo, tra cui la cosiddetta «ala d’angelo».

Il trasferimento temporaneo e la possibilità di tornare alla Pellerina

La proposta della LAV è trasferire temporaneamente Sula e Moryal in una struttura adeguata, già individuata dall’associazione e utilizzata come rifugio per il recupero degli animali. Il luogo dispone anche di un laghetto riservato alle oche e ospita altri esemplari della stessa specie.

Le due oche rimarrebbero sotto la cura dell’associazione fino a quando non sarà definito e realizzato il progetto di protezione richiesto da Monica Settanni per il Lago Grande e per gli animali che lo abitano.

Una volta predisposte le condizioni di sicurezza, la LAV si dice disponibile a valutare con i soggetti coinvolti la ricollocazione di Sula e Moryal nel loro ambiente originario. L’associazione apre inoltre al confronto con i promotori della petizione e con le istituzioni, proponendo anche visite di verifica presso la struttura di accoglienza, su appuntamento, per non compromettere la tranquillità necessaria al recupero degli animali.

«Il nostro unico interesse è che Sula e Moryal siano al sicuro e curate», è la posizione ribadita dalla LAV Torino, che non esclude quindi il ritorno delle due oche al Lago Grande non appena sarà possibile garantirne la sicurezza.

Per Sula, in particolare, l’associazione sottolinea che la questione è urgente: la priorità, in questa fase, è consentirle di essere visitata da un veterinario e di recuperare le forze in un ambiente protetto.

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