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Il vecchio rifugio del Goûter sul Monte Bianco sarà smantellato
Il Comune di Saint-Gervais-les-Bains ha previsto di ricostruire la struttura all’interno del parco termale cittadino
AOSTA – Dopo quasi due decenni di attesa, annunci e rinvii, il vecchio rifugio del Goûter si prepara a scomparire definitivamente dalla via normale del Monte Bianco. Lo smantellamento della storica struttura, inutilizzata dal 2008, è stato fissato tra il 1° giugno e il 15 agosto 2026, segnando una svolta attesa da anni nella gestione di uno degli itinerari alpinistici più frequentati d’Europa.
La decisione definitiva è arrivata nel giugno 2025, quando le autorità francesi hanno dato il via libera a un intervento ritenuto strategico. Al centro del progetto ci sono questioni ormai note: sicurezza, sovraffollamento e impatto ambientale lungo la via normale, da tempo sotto osservazione per le sue criticità.
Sicurezza e lavori: un equilibrio delicato
Prima dell’apertura del cantiere, sarà necessario mettere in sicurezza uno dei tratti più esposti dell’itinerario. Nella seconda metà di maggio, il segmento tra il rifugio di Tête Rousse e quello del Goûter verrà chiuso per due giorni, per consentire operazioni di disgaggio e la rimozione di neve e ghiaccio sopra il temuto couloir del Goûter.
Questo canalone, negli ultimi anni, è diventato tristemente noto per la frequente caduta di pietre, trasformandosi in uno dei passaggi più pericolosi dell’intera salita. L’intervento, spiegano le autorità dell’Alta Savoia, è necessario per “garantire la sicurezza degli alpinisti” in una fase particolarmente delicata, segnata dalla contemporanea presenza di lavori e forte afflusso di escursionisti.
Superata questa fase preliminare, il cantiere entrerà nel vivo durante l’estate senza però interrompere la percorribilità della via normale. Una scelta non banale, considerando la complessità logistica delle operazioni in alta quota, ma che tiene conto dell’importanza strategica dell’itinerario, soprattutto nei mesi estivi.
Addio a un simbolo (ma non alla memoria)
La rimozione del vecchio rifugio non coinciderà però con la sua scomparsa definitiva. Il Comune di Saint-Gervais-les-Bains, promotore dell’iniziativa, ha infatti previsto di ricostruire la struttura all’interno del parco termale cittadino.
Un progetto che punta a conciliare due esigenze: da un lato restituire naturalità a un ambiente d’alta quota fortemente antropizzato, dall’altro preservare un simbolo della storia alpinistica del Bianco. L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di “riconquista paesaggistica”, già evidenziata anche in analisi critiche sull’impatto umano nelle aree alpine.
Un secolo di storia in quota
La presenza di un rifugio sull’Aiguille du Goûter risale agli inizi del Novecento, quando le prime strutture vennero costruite per sostenere la crescente frequentazione della via normale al Monte Bianco. Nel corso dei decenni, il rifugio è stato più volte ricostruito e ampliato, adattandosi alle esigenze di sicurezza e all’aumento costante degli alpinisti.
L’ultima versione, dismessa nel 2008, rappresentava il punto finale di questa evoluzione: una struttura ormai superata sotto il profilo ambientale ed energetico. La svolta è arrivata con l’inaugurazione, nel 2013, del nuovo rifugio del Goûter, progettato come edificio ad alta efficienza energetica e simbolo di un approccio più sostenibile alla montagna.
Con lo smantellamento definitivo del vecchio edificio, si chiude dunque un capitolo importante della storia alpinistica del Monte Bianco. Ma, allo stesso tempo, si apre una nuova fase, in cui la sfida sarà trovare un equilibrio sempre più sostenibile tra frequentazione umana e tutela dell’ambiente d’alta quota.
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