CronacaTorino
Scontri del 31 gennaio a Torino, 16 antagonisti ricevono misure cautelari per la guerriglia dopo lo sgombero di Askatasuna
Il bilancio complessivo era stato particolarmente pesante: 96 poliziotti, 5 carabinieri e 7 finanzieri feriti, oltre a decine di manifestanti
TORINO – Sono 16 i militanti antagonisti che in queste ore stanno ricevendo le misure cautelari disposte dal tribunale di Torino per gli scontri avvenuti il 31 gennaio scorso in corso Regina Margherita, durante la manifestazione organizzata contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. I provvedimenti arrivano al termine degli interrogatori preventivi della scorsa settimana e prevedono misure diverse, che vanno dal carcere agli arresti domiciliari, fino all’obbligo di firma e al divieto di dimora a Torino.
Le misure erano state richieste dalla procura nei confronti di 19 antagonisti, accusati a vario titolo di rapina, travisamento, danneggiamento, porto di oggetti atti a offendere, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. A uno degli indagati viene contestato anche il tentato omicidio, in relazione all’incendio del furgone della polizia con un agente ancora all’interno.
L’accusa: un’azione organizzata con un arsenale nascosto a Palazzo Nuovo
Secondo la ricostruzione della procura, gli scontri non sarebbero stati il risultato di episodi spontanei, ma il frutto di un’azione preordinata e organizzata. Gli investigatori contestano in particolare il ruolo di Askatasuna nella preparazione di quella che viene definita una vera e propria guerriglia urbana.
Una parte del materiale utilizzato durante gli scontri sarebbe stata inizialmente nascosta nelle aule occupate di Palazzo Nuovo, sede universitaria, per essere successivamente trasferita a bordo di un furgone noleggiato dai militanti del centro sociale.
Tra gli oggetti utilizzati durante la giornata ci sarebbero stati scudi, maschere antigas, razzi e bombe carta. Per la procura, l’obiettivo dei manifestanti più violenti era quello di superare il blocco delle forze dell’ordine e riconquistare il palazzo comunale di corso Regina 47, sede storica di Askatasuna sgomberata il mese precedente.
Gli scontri in corso Regina Margherita e il bilancio dei feriti
La manifestazione aveva portato a Torino migliaia di persone. Secondo la ricostruzione investigativa, circa 1.500 manifestanti vestiti di nero si erano concentrati nel tratto di corso Regina Margherita compreso tra il rondò Rivella e lo schieramento dei reparti mobili delle forze dell’ordine, posizionato davanti all’ex centro sociale.
È in quel punto che era esplosa la guerriglia, con automobili, cassonetti e un mezzo della polizia dati alle fiamme. Durante gli scontri erano stati lanciati ripetutamente sassi e pezzi di marmo raccolti direttamente dalla strada. Gli attacchi alle forze dell’ordine sarebbero arrivati anche dalle vie laterali, dai controviali e dal giardino del campus universitario, con gli agenti accerchiati dai manifestanti.
Il bilancio complessivo era stato particolarmente pesante: 96 poliziotti, 5 carabinieri e 7 finanzieri feriti, oltre a decine di manifestanti.
Tra gli episodi più gravi quello che aveva coinvolto l’agente Alessandro Calista, al quale erano stati sottratti casco e scudo prima di essere aggredito con calci e colpi di martello.
Gli arresti e le nuove indagini su Askatasuna
Per gli scontri del 31 gennaio erano già stati denunciati 24 militanti.
Le indagini sono poi proseguite, portando all’individuazione di altri 19 presunti responsabili per i quali la procura ha chiesto le misure cautelari. Tra questi figura anche Stefano Millesimo, indicato dagli investigatori come uno dei nuovi riferimenti di Askatasuna e ritenuto il regista di alcune delle manifestazioni più violente.
I provvedimenti notificati in queste ore rappresentano un nuovo sviluppo giudiziario nella vicenda degli scontri seguiti allo sgombero del centro sociale torinese. Le responsabilità degli indagati dovranno naturalmente essere accertate nel corso del procedimento giudiziario.
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