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In Piemonte c’era una grande miniera d’oro: la storia dimenticata di Macugnaga

La miniera di Pestarena arrivò a vivere periodi di grande prosperità

Gabriele Farina

Pubblicato

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Foto dal sito www.minieradoro.it

MACUGNAGA – Quando si pensa all’oro vengono in mente spesso luoghi lontanissimi dal Piemonte.

Eppure, alle pendici del Monte Rosa, per secoli migliaia di persone hanno vissuto anche grazie a qualcosa che si trovava proprio dentro la montagna: l’oro.

La storia è quella delle miniere della Valle Anzasca, nel territorio di Macugnaga, e in particolare di Pestarena.

Oggi, arrivando in questa frazione circondata dalle montagne, è difficile immaginare che sotto quei boschi e quelle rocce si nascondesse uno dei più importanti distretti minerari auriferi delle Alpi piemontesi.

L’oro sotto il Monte Rosa

Non si conosce con certezza chi abbia iniziato per primo a sfruttare i filoni auriferi della zona.

La tradizione attribuisce le prime ricerche addirittura ai Romani o ai Celti, ma le testimonianze documentarie diventano più concrete nel Medioevo.

Un documento del 1291 cita infatti gli homines argentarii, uomini impegnati nell’attività mineraria nella Valle Anzasca.

L’oro, quindi, non era una leggenda.

Era una risorsa concreta che avrebbe condizionato per secoli la storia della valle.

Quando la ricerca dell’oro diventò un’attività organizzata

A partire dal Quattrocento lo sfruttamento dei filoni auriferi diventò progressivamente più organizzato.

Nel corso dei secoli furono aperti numerosi cantieri e scavate gallerie sempre più profonde.

La tradizione mineraria si consolidò soprattutto nelle zone di Pestarena e Borca, trasformando l’estrazione dell’oro in una parte fondamentale dell’economia locale.

La miniera di Pestarena arrivò a vivere periodi di grande prosperità: secondo le informazioni storiche pubblicate dal Comune di Macugnaga, nei momenti migliori vi lavoravano fino a circa mille persone.

Mille persone sotto la montagna

È forse questo il particolare più sorprendente.

Oggi Pestarena è una tranquilla frazione alpina.

Un tempo, invece, la miniera rappresentava un vero mondo sotterraneo nel quale lavoravano centinaia di persone.

Minatori, tecnici e altri lavoratori erano legati direttamente o indirettamente all’attività estrattiva.

La montagna diventava così un luogo di lavoro.

Ogni giorno si entrava nelle gallerie alla ricerca delle vene mineralizzate, affrontando condizioni molto diverse da quelle della moderna industria.

Chilometri di gallerie

L’attività estrattiva ha lasciato una rete impressionante di gallerie.

Nel territorio di Macugnaga si sono sviluppati nel corso dei secoli numerosi cantieri minerari, fino a formare un complesso sistema sotterraneo.

Le tracce di questa attività sono ancora visibili nel paesaggio.

Non si tratta quindi soltanto di una storia raccontata nei libri: la montagna conserva ancora i segni di secoli di lavoro.

L’oro ha cambiato la valle

La presenza delle miniere non significava soltanto estrarre metallo prezioso.

Attorno alle miniere si sviluppò una vera economia.

Pestarena crebbe anche grazie alla presenza di minatori e imprenditori legati all’attività estrattiva. La stessa frazione conserva ancora abitazioni tradizionali e strutture che ricordano il suo passato minerario.

Per generazioni, quindi, l’oro rappresentò una delle principali ragioni per cui vivere e lavorare in questa parte della Valle Anzasca.

Poi l’oro smise di essere conveniente

Come spesso accade nella storia delle miniere, il problema non fu soltanto trovare il metallo.

Fu soprattutto quanto costava estrarlo.

Con il passare del tempo i filoni più facilmente sfruttabili si esaurirono e l’attività diventò sempre più complessa e costosa.

La miniera di Pestarena rimase comunque attiva fino al 1961, quando venne definitivamente chiusa.

La chiusura segnò la fine di un’epoca.

Cosa rimane oggi

Oggi Macugnaga è conosciuta soprattutto per il Monte Rosa, per il paesaggio alpino e per il turismo.

Ma sotto questa immagine si nasconde un’altra storia.

Quella di una valle nella quale, per secoli, uomini e donne hanno vissuto guardando alla montagna non soltanto come a un paesaggio da ammirare, ma come a una fonte di lavoro e di ricchezza.

Le miniere di Pestarena oggi non sono aperte al pubblico. Il Comune segnala infatti che il sito non è visitabile.

Il Piemonte dell’oro che quasi nessuno ricorda

Forse è proprio questo l’aspetto più sorprendente della storia.

Passeggiando oggi per Macugnaga è difficile pensare che in questa valle ci sia stato un mondo sotterraneo così importante.

Eppure l’oro è stato per secoli parte della vita della Valle Anzasca.

Non un tesoro nascosto in una leggenda.

Una vera attività mineraria, capace di dare lavoro a centinaia di persone e di lasciare una traccia profonda nella storia del territorio.

Ed è forse questa una delle storie più sorprendenti del Piemonte: in una valle dominata dal Monte Rosa, per secoli la ricchezza si cercava sotto i piedi.

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