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La festa per i 150 anni dell’Esercito (fotogallery). Fischi per La Russa: “Poveri contestatori”

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Ieri la gaffe geopolitica a Ballarò (“Lukashenko chi?”), oggi i fischi in piazza Castello. Non devono essere giorni facili per il ministro della Difesa Ignazio La Russa, contestato anche a Torino durante la cerimonia per i 150 anni dalla fondazione dell’esercito italiano. La sua reazione è stata immediata, lievemente piccata: “Sono poveri, piccoli fischiatori di professione che non capiscono che certe occasioni non hanno nulla a che vedere con le divisioni partitiche”.

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Sarà, fatto sta che il povero perseguitato ministro si è trovato in buona compagnia sul podio dei contestati: poco prima infatti qualche fischio si era levato anche all’indirizzo del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, quando sui maxischermi era apparsa la sua immagine mentre stringeva la mano del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, arrivato a Torino (e già ripartito) per assistere alla cerimonia.

E dire che il ministro ce l’aveva messa tutta per essere bene accolto, dedicando la festa al capo dello Stato: “Lei ci ha dato prova di fare tutto il possibile per il rafforzamento del sentimento nazionale, che per me è stata una delle spinte per cui ho scelto di fare politica, dell’amore per la patria e per l’Italia: dopo il 17 marzo nessuno potrà più dimenticare l’affetto e la comunanza del popolo italiano sotto i simboli dell’unità della nazione, del tricolore e della nostra comune storia”.

LA GIORNATA. Tra gli ospiti, accanto a Napolitano, 400 rappresentanti delle istituzioni, il capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, e quello dell’Esercito, il generale Giuseppe Valotto. Presente anche una delegazione della Juventus, con Gigi Buffon e il ds Marotta. Dopo che la Brigata di formazione si è posizionata di fronte alla tribuna, sono arrivati il capo di stato maggiore dell’Esercito e i medaglieri e i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma. Sono stati resi gli onori ai gonfaloni del Comune di Torino, della Regione, della Provincia e alla bandiera di guerra dell’Esercito.

Napolitano ha poi consegnato le onorificenze alla bandiera del 9° reggimento Col Moschin, cui è stata conferita la decorazione di “Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia” per l’impegno nella missione Isaf in Afghanistan. Alle 12 si è chiusa la cerimonia, con le sfilate di una compagnia di Bersaglieri in uniforme storica e degli otto mezzi tecnologici dell’Esercito attualmente utilizzati nelle missioni estere, e con il concerto finale della banda della brigata alpina Taurinense.

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