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giovedì 23 febbraio 2012

Cronaca, Cuneo

Truffe on line. Nella Rete un imprenditore e una casalinga di Alba


Sempre più frequenti i raggiri e le truffe on line. Negli ultimi giorni due hacker sono finiti nei guai per i reati di truffa, frode informatica e sostituzione di persona. Il primo indagato è un 30enne pregiudicato di Torino che aveva messo in vendita, in rete, sul sito di compravendite e bay, una stufa a pellet di grandi dimensioni ad un prezzo  conveniente. Vista la convenienza dell’acquisto, un ignaro acquirente, commerciante albese, ha pagato l’articolo mediante un vaglia postale telegrafico da mille euro, ma la stufa non è mai giunta a destinazione.Dopo alcune settimane il commerciante ha denunciato i fatti. Avviate le indagini i militari hanno scoperto che il venditore aveva fornito false generalità e che il telefono cellulare usato per contattare l’acquirente era intestato ad un extracomunitario, probabilmente un “prestanome” ed era stato disattivato subito dopo aver incassato il vaglia postale presso un ufficio di Torino da una terza persona che, in realtà, è risultato essere l’hacker, autore della truffa.

Il secondo denunciato è un pregiudicato 25enne di Messina che ha raggirato una casalinga di Alba che, colpita dal prezzo a buon mercato del Bimby, elettrodomestico per la preparazione di alimenti, venduto on line a 400 euro rispetto al prezzo di mercato più alto, ha provveduto all’acquisto. Stessa tecnica e anche la massaia è caduta in trappola pagando tramite un bonifico bancario. Dopo la sua denuncia i militari sono riusciti ad individuare il giovane siciliano, già noto per diversi precedenti penali per reati analoghi.

I carabinieri consigliano, in caso di acquisti on line, di diffidare di quei beni o prodotti messi in vendita a prezzi molto convenienti o  fuori mercato; richiedere al venditore maggiori garanzie sulla effettiva consegna della merce acquistata o sulle modalità di pagamento e, in ogni caso, denunciare sempre ai carabinieri questo tipo di truffe per individuare i responsabili evitando che ne commettano altre.    


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26 gennaio 2012

Autore: Monica Genovese

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