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Ultimo aggionamento: 27-09-2016 - 20:47 | Oggi: chiara appendino furto salone del gusto terra madre salone del libro incidente

nucleare-scorieTracce  di Cesio 137 si riscontrano nel 2013 sulle montagne del Piemonte a 27 anni dall'incidente di Chernobyl. Secondo l'Arpa del Piemonte: "tali dati non modificano in alcun modo il quadro di conoscenze sulla contaminazione radioattiva in matrici ambientali e alimentari derivante dai monitoraggi effettuati dopo l’evento di Chernobyl. Tracce di contaminazione da Cs137, con fenomeni di accumulo in particolari specie vegetali e animali, persistono nella nostra regione, ma non pongono alcun significativo rischio radiologico per la popolazione. In particolare, il costante monitoraggio della radioattività ambientale (in atmosfera e nelle altre matrici ambientali e alimentari) effettuato da Arpa Piemonte e dal sistema nazionale delle Agenzie per l’ambiente, consente di affermare con certezza che, dall'epoca di Chernobyl, non vi è stato nessun altro significativo contributo ai livelli di radioattività artificiali presenti nell'ambiente. In effetti sono  valori 500 - mille volte al di sotto dei limiti di rischio per la salute umana. In particolare, in alcuni campioni di latte vaccino di alpeggio i livelli di Cesio 137 possono ancora oggi raggiungere i 20-30 becquerel al chilo, e nel latte caprino si arriva fino a 90 becquerel. C'è poi il caso dei cinghiali, nelle cui carni sono stati riscontrati valori superiori a 100 becquerel. Diversa la situazione relativa all'inquinamento radioattivo dovuta allo stabilimento Sogin di Saluggia.  Secondo i  dati sulle analisi effettuate da Arpa Piemonte su campioni ambientali prelevati presso il sito Sogin a seguito delle perdite di una vasca di effluenti radioattivi gergalmente chiamati waste pond: "I risultati di tali analisi confermano la contaminazione del terreno in prossimità del waste pond e indicano la non dispersione di radionuclidi nella prima falda sulla base dei punti di campionamento disponibili". La Relazione dell'Arpa del Piemonte sul monitoraggio radiologico post Chernobyl

nucleare-scorieTracce  di Cesio 137 si riscontrano nel 2013 sulle montagne del Piemonte a 27 anni dall’incidente di Chernobyl. Secondo l’Arpa del Piemonte: “tali dati non modificano in alcun modo il quadro di conoscenze sulla contaminazione radioattiva in matrici ambientali e alimentari derivante dai monitoraggi effettuati dopo l’evento di Chernobyl. Tracce di contaminazione da Cs137, con fenomeni di accumulo in particolari specie vegetali e animali, persistono nella nostra regione, ma non pongono alcun significativo rischio radiologico per la popolazione. In particolare, il costante monitoraggio della radioattività ambientale (in atmosfera e nelle altre matrici ambientali e alimentari) effettuato da Arpa Piemonte e dal sistema nazionale delle Agenzie per l’ambiente, consente di affermare con certezza che, dall’epoca di Chernobyl, non vi è stato nessun altro significativo contributo ai livelli di radioattività artificiali presenti nell’ambiente.

In effetti sono  valori 500 – mille volte al di sotto dei limiti di rischio per la salute umana. In particolare, in alcuni campioni di latte vaccino di alpeggio i livelli di Cesio 137 possono ancora oggi raggiungere i 20-30 becquerel al chilo, e nel latte caprino si arriva fino a 90 becquerel. C’è poi il caso dei cinghiali, nelle cui carni sono stati riscontrati valori superiori a 100 becquerel.

Diversa la situazione relativa all’inquinamento radioattivo dovuta allo stabilimento Sogin di Saluggia.  Secondo i  dati sulle analisi effettuate da Arpa Piemonte su campioni ambientali prelevati presso il sito Sogin a seguito delle perdite di una vasca di effluenti radioattivi gergalmente chiamati waste pond: “I risultati di tali analisi confermano la contaminazione del terreno in prossimità del waste pond e indicano la non dispersione di radionuclidi nella prima falda sulla base dei punti di campionamento disponibili”.

La Relazione dell’Arpa del Piemonte sul monitoraggio radiologico post Chernobyl


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