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Alexander Perino, l’uomo che da Biella conquistò Hollywood con la sua straordinaria cucina
Perino, seminascosto, tra Henry Kissinger e Richard Nixon

Alessandro “Alexander” Perino nacque a Brusnengo in provincia di Biella il 29 settembre del 1895. Era il più giovane di dodici bambini. Suo padre contadino, produttore di vino, morì quando lui aveva tredici anni. Sua madre lo mandò come apprendista prima in un pasticceria e poi in un ristorante sulla riviera ligure.

Nel 1915 decise di emigrare per gli Stati Uniti destinazione New York. Il suo primo lavoro fu come “lavapiatti” al Ristorante “Delmonico” e poi al “Plaza Hotel”. Nel 1925 lasciò New York per andare a lavorare presso “Victor Hugo Restaurant” e ancora al “Biltmore Hotel”. Lavoratore instancabile, per tutti questi anni riuscì a lavorare contemporaneamente in almeno due posti, e a mettere da parte una discreta fortuna. Nel 1932 forte di una ottima conoscenza della lingua, di una esperienza maturata nei migliori ristoranti ed alberghi e soprattutto dotato di una personale innata eleganza nei comportamenti decise il grande passo. Un locale tutto suo.

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Nacque così il “Perino’s Restaurant” destinato ad entrare nella leggenda della ristorazione americana. Ne fece un locale che curò la cucina, soprattutto italiana e francese, nei minimi particolari e con ambienti di eleganza straordinaria. Mangiare al “Perino’s Restaurant” era la dimostrazione di avercela fatta e negli anni ospitò tutti i più importanti personaggi della politica, dello sport e del cinema: Charlie Chaplin, Cole Porter, Cary Grant, Elizabeth Taylor, Spencer Tracy, Fred Astaire, Joe Di Maggio con Marilyn Monroe, Gary Cooper, Bette Davis e poi Franklin Delano Roosevelt, Ronald Reagan e Richard Nixon. Frank Sinatra aveva il suo tavolo riservato. A chi gli chiedeva quale era il segreto del suo ristorante lui rispondeva: “il segreto del buon cibo è semplicemente la qualità”. Ed era lui a scegliere personalmente i migliori prodotti.

Per ben due volte il ristorante fu distrutto da incendi la prima volta nel 1934 e poi nel 1954. Fu sempre ricostruito più bello e più lussuoso di prima. Un critico lo definito “il Michelangelo dei ristoratori”. Il “Perino’s Restaurant” fu scelto per girarvi importanti film e fu anche utilizzato per pubblicità di vari prodotti. “Alexander” aveva anche un animo filantropico e organizzò tantissime cene di beneficenza, con le più importanti personalità di “Hollywood”, per i poveri di Los Angeles. Dal suo “chef” Attilio Balzano, per 37 anni insieme, quando poteva si faceva preparare, di nascosto, la sua specialità preferita: le rane fritte ricordo della sua infanzia.

Nel 1969 “Alexander” Perino decise che era giunto il momento di staccarsi dalla sua “creatura” e cedette il suo ristorante ad una multinazionale. Ebbe due mogli Ada Maria Goodspeed e Violette Sevario da cui ebbe una figlia Sandra Martha Costance. Alessandro “Alexander” Perino morì il 1 gennaio del 1982 a Los Angeles.

A cura di Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

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