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Cultura

Al Massimo Tre il cinema incontra la psicanalisi

Davide Mazzocco

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Il legame fra il cinema e la psicoanalisi è vecchio di un secolo ed è quasi spontaneo poiché l’invenzione dei fratelli Lumière e le teorie di Sigmund Freud rimandano entrambe alla dimensione del sogno e si propagano alle masse proprio negli anni che vanno dalla prima alla seconda guerra mondiale. A questo legame inscindibile il Museo del Cinema, in collaborazione con l’Associazione per la ricerca in psicoterapia individuale, di gruppo e analisi istituzionale e con il Museo del Design Galliano Habitat, dedica quattro giorni di proiezioni e dibattiti. La mission di queste quattro giornate (da giovedì 7 a domenica 10 aprile) è quello di raccontare i conflitti sociali e individuali dal punto di vista della psicoanalisi. Accanto ai dibattiti, agli incontri e alle proiezioni riservati agli iscritti al workshop vi saranno tre proiezioni aperte al pubblico al Massimo Tre (inizio ore 20:30). Giovedì 7 il regista Ugo Gregoretti, il critico Gianni Rondolino e gli psicoterapeuti Adriana Corti e Sergio Fava commenteranno Allonsanfan dei Fratelli Taviani. Venerdì 8 Adriano Favole, Fredo Valla, Giuseppe Guario e Alma Gentinetta entreranno nel merito degli aspetti psicanalitici de Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti. Sabato 9 l’attrice Corinna Agustoni, il direttore del Museo del Cinema Alberto Barbera e gli psicoterapeuti Roberto Carnevali e Saura Fornero analizzeranno Happy family, il film di Gabriele Salvatores ispirato dall’omonima pièce teatrale di Alessandro Genovesi. Biglietti: intero 5,50 euro, ridotto 4 euro.

 

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