Adottare un omino del semaforo rosso per dire no alla corruzione

Se l’8 aprile vi è capitato di guidare per Torino e di vedere acune persone abbracciate ai semafori, o eravate ubriachi o avevate di fronte uno dei tanti Signor Rossi sparsi per la città. QP ne ha parlato un po’ di tempo fa, intervistando Raphael Rossi, consigliere d’amministrazione dell’Amiat, esponente di Rifondazione comunista e protagonista di una storia di appalti irregolari in cui denunciò un tentativo di corruzione. Ne parlò Milena Gabanelli, ne parlarono Marco Travaglio e Michele Santoro. L’iniziativa di “adottare un omino del semaforo rosso” (abbracciandolo e scattando una foto) è partita su Facebook, come sul social network era partito il flash mob contro la corruzione che aveva coinvolto piazza San Carlo il 3 aprile.

CORRETTI NON CORROTTI”. Quello dei Signori Rossi è un movimento spontaneo nato intorno alla vicenda dell’ex vice presidente di Amiat, che nel 2007 impedì l’acquisto di un macchinario da 5 milioni di euro e rifiutò una tangente di oltre 100mila euro offertagli in seguito per far procedere l’operazione. Da lì partì la denuncia, e il successivo arresto di sei tra dirigenti, imprenditori e politici per tentata corruzione e turbativa d’asta. A gennaio 2011 l’udienza preliminare ha rinviato a giudizio tutti gli imputati (eccetto l’ex presidente Giorgio Giordano, che ha patteggiato un anno). Il processo si celebrerà a gennaio 2012. Nel frattempo l’Amiat si è costituita parte civile e il Comune (finora solo teoricamente) sosterrà le spese legali.

La pagina Facebook “Vogliamo giustizia nel processo di Raphael Rossi”è stata così la conseguenza ovvia di un percorso di denuncia che ha presto coinvolto larga parte della cittadinanza. Adottare un omino rosso diventa un gesto simbolico di legalità, “rappresenta il motto ‘La legge è uguale per tutti'”, esattamente come lo stop davanti a un semaforo. Perchè – scrivono gli organizzatori – “bisogna intimare l’alt a corruzione e impunità”. La prossima infornata di abbracci è prevista per il 2 giugno, il giorno della festa della Repubblica. Una data certo non casuale.