Michele Scarponi: “Per battere Contador attaccherò su tutte le salite”

La speranza italiana nel Giro d’Italia che parte sabato da Venaria Reale si chiama Michele Scarponi. Anche se i riflettori degli addetti ai lavori sono puntati su Vincenzo Nibali, vincitore dell’ultima grande corsa a tappe disputata (la Vuelta a España dello scorso settembre), il marchigiano sembra il più adatto a insidiare Alberto Contador sulle salite e, visto che la maglia rosa di quest’anno si conquisterà sicuramente sulle montagne, lo scalatore della Lampre-Isd parte in pole position dietro lo spagnolo. Lo abbiamo incontrato all’Hotel Parlapà di Alpignano (To).

Michele sei mai arrivato con questa condizione di forma alla partenza di un Giro?

Già lo scorso anno ero arrivato in grandi condizioni ma quest’anno penso di stare ancora meglio. La squadra è più attrezzata, io ho un anno in più e una maggiore consapevolezza nei miei mezzi che mi ha dato i giusti stimoli per incrementare gli allenamenti.

Inoltre arrivi a Torino dopo una primavera ricca di successi.

Salvo qualche ritocco ho seguito il programma dello scorso anno: Giro di Sardegna, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Giro di Catalogna e Giro del Trentino. Lo scorso anno in Trentino feci quarto e poi arrivai quarto al Giro, quest’anno l’ho vinto… Da questo successo ho tratto indicazioni molto importanti sul mio stato di forma.

Il percorso si annuncia ancor più duro della passata edizione, con tante salite adatte alle tue caratteristiche.

Mi ha molto impressionato il Gardeccia perché verrà dopo la giornata dello Zoncolan e del Crostis e dopo una tappa lunghissima e zeppa di salite. Poi ci sarà la cronoscalata del Nevegal, Macugnaga, l’arrivo al Sestriere con il Colle delle Finestre. Ma attenzione anche alla prima metà gara: lo scorso anno nella tappa dell’Aquila, per una disattenzione, persi 14’ senza i quali sarei arrivato 2°.

Il Giro si chiude con una cronometro individuale in pianura lontana da quelle che sono le tue caratteristiche di scalatore.

È vero ma dopo venti giorni di gara dura come sarà sicuramente quella di quest’anno essere uno specialista conterà ben poco. Conteranno le energie rimaste in corpo.

Chi è il più forte?

Contador, logicamente. La mia squadra, però, non è seconda alla Saxo Bank e sarà in grado di supportarmi e sopportarmi in queste tre settimane.

Tu e Contador fra l’altro avete avuto uno scontro diretto un mese e mezzo fa nel Giro di Catalogna.

Erano anni che non correvamo spalla a spalla, da quando eravamo compagni alla Liberty Seguros. Nella tappa con arrivo in salita di Andorra lui è scattato in maniera violenta a ridosso del traguardo e io sono arrivato 2°. Non ho perso tanto terreno (23” il suo distacco, ndr)…. ma le ho prese! Volevo vincerlo il Giro di Catalogna ma anche lui aveva la stessa idea.

Le indagini della Procura di Mantova sulla tua squadra quanto possono influire a livello psicologico sull’andamento del team nel corso della gara?

L’aspetto psicologico a volte è preponderante sulla condizione fisica ma nella difficoltà il gruppo si è compattato ancor di più. Siamo sicuri del lavoro fatto e cercheremo di continuare a farlo nel migliore dei modi.

Che cosa è cambiato dallo Scarponi che debuttò al Giro del 2002?

Allora ero l’ultimo arrivato in una formazione in cui il leader unico era Mario Cipollini e il regista Giovanni Lombardi. Per me era una festa. Ora il Giro è sempre un momento bellissimo ma io sono cresciuto e lo vivo con un atteggiamento diverso.

Si parte con una cronosquadre, come ci arrivate voi della Lampre-Isd?

Siamo arrivati a Torino un giorno prima proprio per poter affinare tutti gli automatismi necessari per una cronosquadre di alto livello. Roberto Damiani ha costruito una squadra competitiva facendo anche scelte dolorose, lasciando a casa gente che stava andando forte. Noi cercheremo di dare il massimo per tutte e tre le settimane di gara e se ci vorranno due, tre o dieci tappe per mettere in difficoltà Contador noi non ci faremo trovare impreparati.