“A sarà dura!”: i No Tav rispondono per le rime a enti locali, Confindustria e Cisl

Dopo l’incontro di questa mattina all’Unione industriale di Torino tra enti locali, governo e mondo economico, per ribadire l’assoluta necessità di far partire il lavori per la realizzazione dell’alta velocità in Val Susa, la risposta dei No Tav non ha tardato ad arrivare. Innanzitutto tramite il suo filone “istituzionale”, ovvero quel Movimento 5 Stelle rivelazione delle ultime amministrative e sempre più partito leader della protesta (checchè ne dicano loro). Poi attraverso i siti “antagonisti”, sempre puntigliosi nel ribattere punto per punto le mosse di governo ed enti locali per cercare di sbloccare una situazione che si protrae ormai da troppi anni.

Ecco il testo integrale che i grillini, assiepati per protesta questa mattina fuori dal Centro Congressi dell’Unione industriale, hanno rilasciato al termine dell’incontro:

Questa mattina all’Unione Industriale Fassino, Saitta, Bonino e altri esponenti del mondo politico ed economico hanno gettato la maschera – se ancora l’avevano – e hanno dichiarato apertamente guerra al popolo No Tav, invocando l’uso della forza contro i cittadini come in una qualsiasi dittatura sudamericana, non escludendo neanche il ricorso alla militarizzazione.

Noi consiglieri regionali e comunali di Torino e alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle, sebbene non invitati, ci siamo presentati per ribadire lo scandalo di uno spreco di denaro pubblico immane, consegnando a Fassino ben 1.200 euro in facsimile di banconote da 10 euro marchiate No Tav, pari al costo di un centimetro di Tav, ma anche allo stipendio mensile di un operaio, a tre posti in asilo per un mese, all’assistenza domiciliare per un anziano – i servizi sociali che lo Stato taglia per finanziare il Tav.

Anche oggi non è stata fornita alcuna motivazione sensata per quest’opera, soltanto intimidazioni del potere feudale ai propri sudditi. Ma in democrazia una maggioranza non può negare ad alcun cittadino i propri diritti, quello alla salute, all’ambiente salubre, a una vita dignitosa, né può autorizzare il saccheggio delle casse pubbliche: soprattutto una maggioranza è eletta per rappresentare i cittadini di cui è dipendente e non padrone.

La resistenza a Chiomonte sarà come al solito nonviolenta, nonostante le strumentalizzazioni, ma sarà ferma e irriducibile. I violenti siedono in Sala Rossa, in parlamento, nei media, sono le persone che negano i diritti dei cittadini ad un futuro vivibile, indebitando ognuno di noi di oltre 30 mila euro, e portando i propri proventi di attività mafiose nei paradisi fiscali, sono quelli che ordinano agli uomini delle forze dell’ordine, ridotte alla fame e a scortare le mignotte di palazzo, di caricare gli anziani e i bambini. L’unico risultato che otterranno sarà una mobilitazione sempre più ampia. La democrazia vuol dire questo. A sarà dura!

La lettera è stata firmata dai due consiglieri regionali a 5 Stelle, Fabrizo Biolè e Davide Bono, e dai due neoeletti consiglieri comunali Vittorio Bertola e Chiara Appendino.

LA RISPOSTA ALLA CISL. Non si sono fatte aspettare nemmeno le risposte del movimento No Tav alla presa di posizione della Cisl, che ha indetto per martedì mattina “un presidio per il lavoro e lo sviluppo” a Susa (Arco di Augusto): “Sentirsi accusare di essere fascisti è una cosa che da sempre molto fastidio – scrivono i No Tav su uno dei loro siti – perché il nostro movimento e la Valle di Susa sono sempre state un esempio di antifascismo vivente. Vedere il segretario della Cisl Raffaele Bonanni  affannarsi a tal punto di voler organizzare una manifestazione in Valle non ci stupisce più di tanto vista la funzione ormai esplicitamente governativa del sindacato che rappresenta”. Per questo il movimento “diffida la Cisl e qualsiasi altra organizzazione sindacale e politica dallo sfruttare in modo ignobile i lavoratori con il solo scopo di utilizzarli come contrasto alle legittime e motivate istanze degli abitanti della Val di Susa”, e invita “tutti i lavoratori a valutare chi veramente difenda i loro interessi”.