L’inaugurazione di Cinemambiente fa sold out. E Waste land incanta il pubblico

Risulta davvero difficile immaginare che possa esserci in concorso un documentario più emozionante, commovente e straordinario di quello che ieri sera ha aperto la quattordicesima edizione di Cinemambiente. Tutte e tre le sale del cinema Massimo hanno fatto registrare il sold out per Waste land della regista britannica Lucy Walker, un documentario capace di fondere la riflessione sull’impatto ambientale dei nostri comportamenti a quella sul  potere taumaturgico dell’arte. La storia sembra una fiaba ma è tutta vera. Vik Muniz, artista brasiliano celebre per i ritratti creati utilizzando materiali trovati nei luoghi dove vivono i soggetti delle sue opere, decide di inoltrarsi a Jardim Gramacho, una delle discariche più grandi del mondo, alla periferia di Rio de Janeiro. Qui incontra Zumbi, Suelem, Isis, Magna e Valter, i catadores che effettuano a valle (e non a monte come capita da noi) la differenziazione dei rifiuti selezionando, nella montagna della spazzatura scaricata dai camion, i materiali riciclabili. Del gruppo fanno parte anche Irma, la cuoca che prepara il pasto per i lavoratori, e Tiaõ che presiede l’associazione dei raccoglitori. Il film che inizialmente doveva essere un cortometraggio diventa un lungometraggio, la storia che doveva essere sbilanciata sulla parte artistica diventa una profonda riflessione sull’ambiente e sulle esistenze di queste straordinarie persone capaci di guadagnarsi da vivere, quotidianamente, in un luogo nel quale pochi avrebbero il coraggio di entrare.

Calato nella realtà di Jardim Camacho l’artista brasiliano decide di scattare alcune fotografie dei suoi protagonisti e di riprodurle, all’interno di un enorme hangar, utilizzando materiali di riciclo. Il progetto non rivoluziona soltanto le vite dei catadores – ai quali Muniz decide di donare i proventi delle vendite delle gigantografie dei ritratti fatti con i rifiuti – ma quella dello stesso Vik che impara a vedere la vita da una prospettiva diversa. “Quest’esperienza – ha ricordato il produttore Angus Aynsley nell’introdurre il film – ha avuto un impatto fortissimo sulle vite di tutti coloro che vi hanno partecipato. Alcuni di loro, alla fine del film, si sono separati dai loro compagni”. Uno di questi è proprio Muniz. I catadores, invece, sono riusciti ad abbandonare la discarica e a ricominciare una nuova vita lontana dai rifiuti. La mostra di Muniz è diventata la seconda più vista di sempre in Brasile, preceduta soltanto da un’expo di Picasso. Premio del pubblico al Sundance Film Festival, al Festival di Berlino e candidato all’Oscar, il lavoro di Lucy Walker è prodotto dal regista Fernando Meirelles, annovera nei credit anche Moby, autore della colonna sonora, ed è stato acquisito in Italia da Officine Ubu. Per chi se lo fosse perso, il film verrà riproposto questa sera alle ore 22 al Museo Regionale di Scienze Naturali. La proiezione è all’aperto e non verrà effettuata in caso di pioggia.

Da oggi il Festival entra nel vivo con proiezioni dal pomeriggio alla sera al cinema Massimo e nelle altre sedi. Intanto ieri sera l’assessore regionale alla Cultura Michele Coppola ha garantito al direttore Gaetano Capizzi il sostegno anche per il futuro. E in sala a raccogliere l’applauso del pubblico c’era anche lui, il più atteso: Michael Cimino.

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