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Piemonte

La Juventus dei Piccoletti per tornare grande

Redazione Quotidiano Piemontese

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Una volta tanto, copiare potrebbe non essere una cattiva idea. Anche per la Juventus. La quale, sempre alla caccia di giocatori che possano farle fare quel benedetto salto di qualità che manca ormai da anni, pare intanto avere deciso di cambiare strategia rispetto al recente passato. Ovvero: tanti saluti ai corazzieri che con il pallone tra i piedi non hanno grande dimestichezza e viva i piccoletti che invece sanno stoppare, calciare e giocare a testa alta. Ovvio che non si possa poi costruire una squadra composta da gente che rasenta i 170 cm e basta, ma averne due o tre insieme in campo pare non sia così limitativo, almeno nell’idea di calcio che ha Antonio Conte.
Così, detto che Andrea Pirlo è alto 177 e non può quindi essere considerato un gigante, un altro rinforzo “mignon” – capace di dare del tu alla palla – potrebbe arrivare di qui a breve. E, al di là del nome, sono appunto le caratteristiche di cui va alla ricerca la Juve che emergono in questa fase di mercato: tocco di palla nel breve, capacità di saltare l’uomo e scatto per puntare la porta avversaria. In soldoni: uno che, rispetto a Krasic, sia un po’ meno bravo nelle lunghe folate ma decisamente migliore nel dribbling stretto. Ecco allora che i “piccoli” – stile Barcellona: da copiare, appunto – tornano di moda. Il Piccoletto per eccellenza la Juve ce l’aveva e adesso, per riportarlo a Torino, urgerà nel caso un’intensa opera diplomatica con il Parma: Giovinco, ovvio. Alto la miseria di 164 cm, 17 in meno del Martinez strapagato l’anno scorso al Catania. Oltre a lui, anche gli altri candidati a vestirsi di bianconero in attacco non sono certo dei marcantoni: Sanchez è 168, Ribery 170, Aguero 172, Tevez e Rossi 173, Nani 175.
Piccolo è bello, insomma. Perché, quando si tratta di andare a fare gol, la stazza fisica non è poi così importante. Chiedere al Barcellona per informazioni: ma la risposta già la si conosce.

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