Sentenza Giovine, le reazioni dell’opposizione: “Cota si dimetta, la sua maggioranza illegale”. Lui ribatte: “Scelto dai piemontesi, vado avanti”

Dopo la sentenza di condanna dei Giovine, l’opposizione chiede subito le dimissioni di Roberto Cota. Lo scarto fra centrodestra e centrosinistra, nel conteggio finale, era stato di soli 9372 voti: la lista incriminata era stata decisiva portando oltre 27mila voti dalla parte del centrodestra. Bisogna aspettare invece fino al primo pomeriggio per avere notizie di Cota, che ribadisce in uno scarno comunicato la sua volontà di “governare”: “Io mi occupo di fare il lavoro di presidente della Regione. I voti che i piemontesi mi hanno dato sono voti veri e validi: i problemi legati alle firme di una singola lista non mi riguardano. Se qualcuno ha sbagliato, paghi; non possono certo pagare i piemontesi”.

L’AVVOCATO DELLA BRESSO. “L’unica conseguenza corretta sarebbero le dimissioni di Cota”. E’ lapidario l’avvocato Gianpaolo Zancan, legale di parte civile di Mercedes Bresso, nel commentare la sentenza di condanna di Michele e Carlo Giovine per le firme false della loro lista alle scorse elezioni regionali. “Il presidente Cota – prosegue Zancan – non poteva non sapere che le tesi della difesa non avevano alcuna possibilità di essere accolte. Ora è intervenuta una sentenza di primo grado, ma di fatto non credo sarà modificabile nè in appello nè in Cassazione perchè è bastato vedere come si sono mossi i giudici e i difensori, che hanno sostenuto una tesi diversa dall’altra. A questo punto – conclude – Cota dovrebbe prenderne atto”.

“UN GOVERNO ILLEGITTIMO”. ”A 15 mesi dalle elezioni regionali la sentenza di questa mattina del procedimento che coinvolge Michele Giovine dice una cosa lampante: Cota e la sua maggioranza hanno vinto le elezioni non rispettando le regole”. Così, in una nota, Fabio Lavagno, coordinatore regionale Sel: ”Ora il presidente non può far finta di niente e aspettare le eventuali successive sentenze, politicamente governa il Piemonte illegittimamente: senza i voti del suo alleato Giovine la vittoria sarebbe stata della Bresso”.

LE PAROLE DI BONELLI (VERDI). “Il presidente Cota – ha chiesto il presidente dei Verdi – tragga le conseguenze di questa sentenza e si dimetta perché la sua maggioranza si regge su una base di illegalità. Da oggi la Regione rischia il caos, in quanto ogni cittadino potrebbe impugnare un qualsiasi atto”.

“SENZA QUEI VOTI COTA AVREBBE PERSO”. Anche il Partito democratico, per bocca del capogruppo al Consiglio regionale Aldo Reschigna, attacca duramente il presidente leghista: “Il dato politico è ormai chiaro a tutti: Cota è stato eletto grazie a voti che non dovevano essere contati. Senza quei voti avrebbe perso. In attesa della sentenza della magistratura amministrativa, pensa di andare avanti come se nulla fosse accaduto? Pensa di poter gestire una riforma sanitaria fatta di tagli pesanti non solo senza il consenso dei cittadini, ma sapendo che è stato eletto da una minoranza dei piemontesi?  È ora che Cota si comporti con senso di responsabilità, riconoscendo che è il presidente di una minoranza”.

“UNA SOLA PAROLA: DIMISSIONI”. “La sentenza di condanna a Giovine è chiara, netta e non lascia adito a dubbi: la lista dei Pensionati, che con il suo apporto di voti ha fatto vincere la coalizione di centrodestra, era illegittima e dunque l’elezione di Cota è stata illegittima”, dicono Eleonora Artesio, consigliera regionale della Federazione della Sinistra, Armando Petrini, segretario regionale di Rifondazione comunista e Vincenzo Chieppa, segretario regionale del PdCI. “In questi 15 mesi l’attuale maggioranza ha collezionato le dimissioni di Rosso – ora indagato a Vercelli per peculato e truffa aggravata –, l’arresto dell’assessore Caterina Ferrero per turbativa d’asta, del suo collaboratore Gambarino e del direttore generale dell’Asl To5 Pastino e infine la sentenza sull’illegittimità della lista Giovine: Cota prenda atto della situazione e si dimetta”.

“SE SALTA GIOVINE SALTA COTA”. Chiedono le dimissioni di Roberto Cota anche i Radicali: “Oggi si è accertato che 17 delle 19 firme della lista Giovine sono false – dice Bruno Mellano, della segreteria nazionale, che si sono costituiti parte civile nel procedimento – quindi salta la lista Giovine che è stata determinante per la vittoria di Cota alle scorse regionali”. Secondo Mellano “è un primo passo verso la legalità” e “se salta la lista Giovine – conclude – salta Cota”.

“COTA APRA UNA NUOVA STAGIONE DI CONFRONTO”. È quanto chiede in una nota Andrea Buquicchio, capogruppo Idv al Consiglio regionale: “Scandali e condanne hanno minato il consenso della maggioranza regionale. Cota rifletta seriamente su questa situazione e inizi subito una nuova stagione di confronto su temi concreti con le opposizioni. A cominciare dalla riforma sanitaria e dal piano di rientro regionale”.