I segreti di Sion Sono in un rapporto (strettamente) confidenziale

Si cita Orson Welles in quella che è da tre anni a questa parte la sezione monografica più colta e cinefila del Torino Film Festival. Due anni fa, con grande fiuto, la premiata ditta Amelio&Martini fece consocere agli spettatori italiani il cineasta danese Nicolas Winding Refn, ora osannato dalla critica per Drive. L’anno scorso si esplorarono i territori del new horror, il Rapporto confidenziale del 2011 è dedicato a Sion Sono, esplosivo, controverso cineasta, poeta e romanziere giapponese. 

Nato a Toyokawa, Aichi, nel 1961 Sion Sono ha cominciato a pubblicare poesie a soli 17 anni, ha esordito nel lungometraggio nel 1990, con Bicycle Sighs, un grande successo in Giappone; negli anni Novanta ha fatto scalpore nel suo paese con le sue performance di strada in un progetto di poesia intitolato Tokyo GAGAGA; in Francia è stato conosciuto attraverso Otaku, il documentario sul Giappone post-moderno di Jean-Jacques Beneix. Attivissimo ed eccentrico (sia come poeta che come cineasta), è diventato celebre nel 2001 con Suicide Club, uno dei suoi film più famosi, un thriller sconvolgente ispirato dall’alto tasso di suicidi del Giappone. Nonostante sia uno dei più apprezzati esponenti della cultura giapponese moderna e uno dei cineasti contemporanei più dirompenti, nel nostro paese Sion Sono è noto solo a una cerchia ristretta di spettatori e critici, e nessuno dei suoi film è mai stato distribuito in Italia, a parte la presentazione di Cold Fish e Himizu alla Mostra di Venezia del 2010 e del 2011.

Il suo cinema, pur estremamente raffinato, tende alla “popolarità”, nel senso più moderno: visionario, provocatorio e torrenziale, mescola psicanalisi e Grand Guignol, mélo e cultura pop, horror e politica, serial killer e dark ladies, Nouvelle vague e Tarantino, una lucida disperazione per il vuoto nel quale si trovano immersi i giovani d’oggi e una testarda impronta anarchica che lo porta a non ripetersi mai, a non ammorbidirsi, ad andare sempre oltre. Suicide Club, Into a Dream, Noriko’s Dinner Table, Strange Circus, Exte-Hair Extensions, Love Exposure, Cold Fish, Guilty of Romance, Himizu, sono solo i titoli più noti della sua filmografia ricca e complessa, che verrà presentata nella quasi totalità a Torino.

Sion Sono sarà presente a Torino insieme a Megumi Kagurazaka, l’attrice che ha interpretato Cold Fish, Guilty of Romance e Himizu. In occasione del 29° Torino Film Festival il blog Sonatine pubblicherà il volume Il signore del Caos. Il cinema di Sion Sono  a cura di Dario Tomasi e Franco Picollo. Il volume potrà essere acquistato sui siti www.ilmiolibro.it e www.lafeltrinelli.it

Info, programma e prenotazioni su: www.torinofilmfestival.it