Sulla tavola italiana delle feste, bollicine e cucina made in Italy

Bollicine per le feste. E quando si parla di bollicine italiane ci si riferisce, almeno nell’astigiano, ma non solo, all’Asti docg. Secondo i dati della Cia, confederazione italiana agricoltori, gli italiani, per brindare in grande stile e bere, quest’anno metteranno mano ai  portafogli spendendo 772 milioni di euro, circa, senza contare gli altri 400 milioni per il vino da pasto.Molto buone le premesse per l’Asti docg che supera i 100 milioni di bottiglie vendute, sia in Italia che all’estero. L’80% del prodotto fa bella mostra di se, infatti sulle tavole straniere, soprattutto quelle di Usa, Germania e Russia che, di recente, grazie al magnate Roustam Tariko si è assicurata la maggioranza delle azioni della storica ditta canellese Gancia.

Concorrenti dello spumante italiano sono i guava spagnoli, le bollicine tedesche e, l’immancabile champagne francese. I prezzi variano da 5 euro fino a 13, in media, nella fascia contenuta e più ampia. Ma il 95% degli italiani brinderà all’italiana, scegliendo prodotti del Bel Paese.

Ma, vini e spumanti a parte, a tavola, come dice il detto, non si invecchia mai e allora, vediamo cosa sfornano le massaie italiane. Sempre secondo la Cia, durante queste feste, è di rigore il “made in Italy”. Pochissimi prodotti di importazione.

Sulle tavole nostrane vince il prodotto naturale, italiano, genuino e possibilmente campagnolo o tipico regionale per un menù tricolore. 9 italiani su 10 hanno, infatti deciso di trascorrere le feste tra le mura domestiche con parenti e amici e di cancellare i menù esterofili, prediligendo portate “patriottiche” nel 75 per cento dei casi. La spesa in campagna, ovvero nelle aziende agricole, nei mercatini biologici, è incrementata del 15% rispetto al 2010.

Certo la crisi si fa sentire. “Ma gli italiani – spiega la Cia- preferiscono tirare la cinghia su regali (meno 3,5 per cento) e viaggi (meno 7 per cento), piuttosto che rinunciare ai piaceri della tavola. Secondo i nostri dati, quest’anno solo il 19 per cento degli italiani spenderà meno per cibo e bevande, mentre ben l’81 per cento lascerà praticamente inalterato il budget per il cenone della vigilia e per i pranzi di Natale e Santo Stefano“.

Ogni famiglia sborserà in media 140 euro per imbandire le tavolate festive. Con una spesa complessiva stimata in 1,6 miliardi di euro per il solo pranzo di Natale e intorno a un miliardo per il cenone del 24 dicembre.

Niente spese folli. Quasi al bando, o comunque poco consumati, salmone, ostriche e frutta esotica, sostituiti da ragù, bollito, tortellini in brodo, pesce, che registra il consumo più elevato dell’anno in questi giorni, torte rustiche e dolci artigianali.

In particolare, la spesa alimentare delle feste natalizie sarà ripartita: carni e salumi (18,5 per cento); pesce (11,8 per cento); pasta e pane (14,2 per cento); formaggi e uova (13,1 per cento); ortaggi, conserve, frutta fresca e secca (15,3 per cento); vini, spumanti e altre bevande (14,7 per cento); pandori, panettoni, torroni e dolci in generale (12,4 per cento).