Le dichiarazioni di Roberto Rosso portano a un esposto da parte di Davide Bono

L’indagine aperta sui conti dei consiglieri regionali piemontesi è nata dall’intervista rilasciata a Telelombardia dall’ex consigliere regionale , Roberto Rosso ora deputato Pdl. Rosso aveva raccontao una vicenda relativa a una richiesta di rimborsi relativa a un consigliere regionale che era riuscito a farsi rimborsare 5mila euro di una settimana bianca, facendo risultare che  era stato nella località di Sestriere per motivi istituzionali e di servizio e non invece per vacanza.

Il giorno successivo Roberto  Rosso ha inviato al un messaggio di scuse per le sue dichiarazioni: “Carissimi, ho visto con rammarico le conseguenze e il frastuono suscitati da una mia battuta per il vero improvvida circa la certificabilità delle missioni dei Consiglieri regionali nel passato della Regione Piemonte. Mi spiace inoltre che per un improprio accostamento al Comune di San Germano, da me citato per comodità tra i molti comuni piemontesi, a farne le spese sia stato l’incolpevole Capogruppo Pedrale. Vi chiedo scusa per questo incidente e vi saluto cordialmente”.

Nel frattempo Davide Bono ha presentato un esposto alla Procura di Torino riguardante le denunce fatte in Televisione da Roberto Rosso.

Secondo Bono:

L’illecito dichiarato da Rosso consiste nell’indebita percezione da parte di un Consigliere Regionale (di San Germano) di indennità e rimborsi-spese elargiti dall’ente pubblico per attività, riunioni e spese di viaggio inesistenti. In Piemonte vi sono due comuni denominati “San Germano”: si tratta di San Germano Vercellese e San Germano Chisone. E tra i Consiglieri Regionali non ve n’è nessuno residente in San Germano Chisone, e ve n’è uno (e uno solo) residente in San Germano Vercellese: si tratta di Luca Pedrale, capogruppo del Pdl. Che Luca Pedrale fosse il Consigliere Regionale cui univocamente possono essere riferite le dichiarazioni del deputato Rosso appare confermato dal fatto che egli si sia sentito chiamato in causa, tanto da rilasciare all’ANSA la seguente dichiarazione: Pedrale (PDL) – “L’onorevole Rosso faccia il nome del consigliere regionale che stava con lui”. “Nella Conferenza dei Capigruppo di oggi ho proposto al presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo e al presidente della Giunta regionale Roberto Cota di chiedere all’On. Roberto Rosso di dire chi era il consigliere regionale di questa o di precedenti legislature che stiava con lui a Sestriere e si faceva autocertificare le presenze”. “Spero che l’On. Rosso entro 24 ore faccia il nome di questo consigliere o ex consigliere. Altrimenti la Regione Piemonte dovrà querelare per diffamazione l’On. Rosso, per aver leso l’immagine e la dignità dell’istituzione regionale”. “Per informazione – conclude Pedrale – colgo l’occasione per comunicare che non ho mai sciato con l’On. Rosso a Sestriere o da altre parti”.
Successivamente il deputato Rosso ha smentito le proprie affermazioni dichiarando pubblicamente: “Non si tratta di Pedrale … Ho detto San Germano? Era per dire un paese lontano dal Sestriere. Perché proprio San Germano e non Villanova d’Asti? Gliel’ho detto ho buttato lì una località … Se poi vogliono denunciarmi, che lo facciano, davanti al giudice potrei raccontarne un sacco di quegli aneddoti … . E’ un malcostume diffuso. Vada a prendere i rimborsi dei consiglieri dello scorso agosto: a quanto risulta, nessuno è andato in vacanza, tutti in missione” e inviando una lettera al consigliere Pedrale, anch’essa resa pubblica e letta dal Presidente in Aula (con gran sollievo degli altri consiglieri): “Carissimi ho visto con rammarico le conseguenze e il frastuono suscitati da una mia battuta, per il vero improvvida, circa la certificabilità delle missioni dei consiglieri regionali nel passato della Regione Piemonte. Mi spiace inoltre che per un improprio accostamento al Comune di San Germano, da me citato per comodità tra i molti Comuni piemontesi, a farne le spese sia stato l’incolpevole capogruppo Luca Pedrale. Vi chiedo scusa per questo incidente e vi saluto cordialmente”.
Che il deputato Rosso volesse avere un po’ di visibilità e attaccare il collega di collegio elettorale Pedrale non v’è dubbio. Sicuramente ha il merito di scoperchiare il vaso di Pandora dei privilegi dei consiglieri regionali, che da due anni e mezzo andiamo denunciando in Piemonte. Per questo ho depositato questa mattina un esposto-notizia di reato in Procura, dove già è aperta un’indagine conoscitiva da parte dei Pm Beconi e Gabetta.
In più, dulcis in fundo, è notizia di pochi minuti fa, la presenza delle Fiamme Gialle nelle sedi dei gruppi.
Oggi è stato rilasciato il documento del 2011 dove compaiono le prime autodichiarazioni. I più “attivi sul territorio” sono stati Lupi (Verdi Verdi) con 23 autodichiarazioni e Boniperti (Pdl) con 19 per un monte di 31 e 36 mila € netti l’anno oltre ai 200 mila lordi già percepiti di base. A seguire Cortopassi con 22 (Pdl), Tiramani (Lega Nord) 19 e Motta Angela (Pd) 19. Ma sembra che negli scorsi anni i consiglieri abbiano autodichiarato ben di più come risulta da questo articolo. Per questo abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per visionare tutte le autodichiarazioni negli anni precedenti, che per ora ci è stata negata, per cui ci batteremo. Inoltre stiamo rinnovando la richiesta di sopprimere le indennità di presenza, i cosidetti gettoni che sono verso tutti, e di non limitarsi alla soppressione delle sole autodichiarazioni.” Davide Bono, M5S, Congliere Regionale Piemonte



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