CronacaPiemontePolitica
Una interpellanza alla Camera sul caso del presidente del Tar piemontese Franco Bianchi
Dopo che il gup di Torino ha ordinato alla procura di indagare per corruzione Franco Bianchi quando era presidente del Tar Piemonte si muove anche la politica. Secondo l’accusa Franco Bianchi avrebbe sottoscritto un patto con uno dei ricorrenti, Adolfo Repice, in cambio di una raccomandazione presso l’ex dg della Rai, Agostino Saccà, perchè trovasse un posto di lavoro al figlio. Per questo episodio Bianchi è anche sottoposto ad un processo disciplinare presso il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, il Csm dei magistrati del Tar. Mentre il procedimento penale era in corso di definizione, e quello disciplinare in fase di avviamento, Bianchi è stato trasferito dalla presidenza del Tar Piemonte a quella della Terza sezione del Tar del Lazio. Ora è stata presentata una interpellanza alla Camera da parte dei leghisti Giorgetti, Allasia, Attaguile, Borghesi, Bossi, Matteo Bragantini, Buonanno, Busin, Caon, Caparini, Fedriga, Grimoldi, Guidesi, Cristian Invernizzi, Marcolin, Molteni, Gianluca Pini, Prataviera, Rondini.
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:
da notizie di stampa si apprende che l’attuale presidente di un’importante sezione del tribunale amministrativo regionale sarebbe indagato per corruzione nell’esercizio della propria funzione giurisdizionale;
gli episodi contestati risalirebbero all’anno 2010, quando il Tar del Piemonte è stato chiamato a pronunciarsi su un delicato contenzioso sanitario tra due holding della sanità privata – Villa Maria Pia hospital srl e Casa di cura san Luca – per la gestione della residenza sanitaria assistenziale comunale di Torino, l’Opera Pia Lotteri, gestita dal commissario, A. Repice, ex segretario del comune, e affidata da quest’ultimo alla Villa Maria Pia hospital srl;
il collegio era presieduto dal giudice Franco Bianchi, ma uno dei componenti del collegio ritenne di presentare un esposto in procura per irregolarità nel procedimento: infatti, secondo quanto confermato dalle intercettazioni telefoniche successivamente riportate dalla stampa, Repice e Bianchi si sarebbero accordati per favorire Villa Maria Pia hospital srl in cambio di una raccomandazione per il figlio di Bianchi;
all’udienza preliminare, avvenuta nei giorni scorsi, il giudice per l’udienza preliminare di Torino ha prospettato per il giudice Bianchi il reato in corruzione, ha condannato Repice come corruttore e chiesto ai pubblici ministeri di procedere contro Bianchi come corrotto. I pubblici ministeri, sempre secondo le citate fonti di stampa, starebbero in queste ore preparando la richiesta di riapertura delle indagini nei confronti di Franco Bianchi;
nell’ordinanza del giudice per l’udienza preliminare si legge che: «Le intercettazioni telefoniche e altre risultanze dimostrano l’accordo corruttivo in funzione del quale Bianchi si è dimostrato adesivo all’interesse della parte processuale rappresentata da Repice rispetto all’esito del ricorso, e in vista del perseguimento di un proprio interesse personale, ossia l’intercessione nei confronti di Saccà (RAI) a favore del figlio». Secondo il giudice per l’udienza preliminare, la presenza, all’interno di un organo giurisdizionale collegiale di un componente privo del requisito dell’imparzialità, perché partecipe di un accordo corruttivo, inficia, nonostante l’estraneità degli altri membri, la validità dell’intero iter decisionale perché il giudice corrotto è del tutto privo di legittimazione;
per i fatti del 2010 Franco Bianchi era stato sottoposto ad un procedimento disciplinare presso il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Tuttavia, mentre i procedimenti a suo carico, sia penale che disciplinare, erano in corso di definizione, Bianchi veniva trasferito dalla presidenza del Tar del Piemonte e «promosso» a quella della terza sezione del Tar del Lazio;
la terza sezione del Tar del Lazio riveste un ruolo fondamentale perché si pronuncia sui ricorsi che riguardano il Ministero dell’economia e delle finanze: a titolo di esempio, sarà chiamato a pronunciarsi sui ricorsi presentati dagli ex vertici del Monte dei Paschi di Siena contro le sanzioni inflitte loro dalla Banca d’Italia
di quali elementi si disponga, in relazione a quanto esposto in premessa, nel quadro dei poteri di alta sorveglianza sugli uffici e sui magistrati della giustizia amministrativa, e, in particolare, se si intendano assumere iniziative in relazione al potere di promozione dell’azione disciplinare di cui all’articolo 33 della legge n.?186 del 1982.
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