Boschi piemontesi: con la nuova definizione il “50% è a rischio”

Greenews.info in un recente articolo rilancia l’allarme del WWF Piemonte sulle boscoconseguenze della nuova definizione di bosco approvata lo scorso agosto dalla Regione. Secondo gli ambientalisti, che riprendono le osservazioni fatte dal Corpo Forestale dello Stato in fase di discussione della norma, la nuova definizione potrebbe mettere a rischio il 50% dei boschi piemontesi:

La norma approvata il 12 agosto 2013, seguendo la norma nazionale, ha escluso dalla definizione di bosco anche “i paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coinvolti da processi di forestazione, naturale o artificiale, oggetto di recupero a fini produttivi” e i “terrazzamenti”.

Nel primo caso, come hanno denunciato gli ambientalisti, preoccupano le dimensioni delle aree che non verrebbero più comprese nella definizione di bosco. Nelle sue osservazioni il Corpo Forestale dello Stato aveva precisato che «metà dell’attuale superficie forestale piemontese si è accresciuta su ex coltivi o pascoli, e quindi potenzialmente è a rischio di essere abbattuta senza formalità quasi la metà dei boschi piemontesi».

Nel secondo caso, preoccupano invece le conseguenze che il taglio degli alberi può avere in termini di dissesto idrogeologico: «Moltissimi terrazzamenti – sottolinea WWF Piemonte – sono stati realizzati per stabilizzare i versanti, e la successiva colonizzazione da parte del bosco li ha resi ancora più efficaci contro frane e smottamenti. Quando queste aree saranno disboscate non ci sarà più alcuna copertura forestale a impedire alla pioggia battente di scavare il terreno instabile, e a frenare il ruscellamento, con conseguenze facilmente immaginabili».