Filadelfia, pochi passi avanti e ben confusi

filadelfiaIl Fila resta ancora un sogno ingarbugliato nella burocrazia torinese. Il presidente della fondazione è vacante da quasi cinque mesi dopo l’addio di Chiabrera e le dimissioni lampo di Zunino; intanto dalle parti in causa tante parole, ma pochi fatti e si procede un centimetro alla volta.Ieri si è svolto l’ennesimo CdA e l’unica novità è che la Regione ha deliberato favorevolmente per l’accensione del mutuo da 3,5 milioni per la ricostruzione dello stadio del Grande Torino. Un evento più che positivo per il prosieguo dei lavori, ma a smorzare l’entusiasmo dei tifosi granata arriva la notizia che non si tratterà di un versamento di liquidi immediato. Come per qualsiasi mutuo, infatti, ora bisognerà trovare un istituto di credito in grado di soddisfare le richieste e, visto che c’è di mezzo la cosa pubblica, i tempi sono destinati ad allungarsi.

L’altra novità di giornata è l’avvio di un progetto per trovare i fondi destinati al nuovo Museo del Torino, da costruire al Fila. Definiti (ma non ancora arrivati) i fondi per la parte sportiva, ora la ricerca si concentrerà sull’area culturale già prevista in un primo momento nel progetto e poi accantonata.

Nel frattempo la Fondazione rimane senza un presidente, dato che le candidature avanzate a due granata doc come Renato Zaccarelli ed Emiliano Mondonico, sono state rispedite al mittente. Troppa la nebbia che circonda quel ruolo e troppo grande il rischio di diventare burattini in mano altrui.
Lunedì 18 novembre il Collegio dei Fondatori approverà alcune modifiche allo statuto societario e, per quella data, dovrà necessariamente avere le idee più chiare sul nome da proporre in assemblea.



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