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A “caccia” di fossili nella aree protette dell’astigiano
A “caccia” di fossili per conoscere meglio il territorio e la sua storia. Per dieci ragazzi astigiani si è appena concluso uno stage tra i fossili nell’ambito del progetto “Volontariamente” promosso dal Comune (Assessorato alle politiche giovanili), Csv Asti, Forum del Volontariato. L’ente aree protette astigiane ha aderito, ottenendo così di coinvolgere i giovani, tra i 14 e i 25 anni, al museo paleontologico e alla riserva naturale di Valleandona, Valle Botto e Valle Grande. Sotto la guida di Alessandra Fassio, naturalista dell’ente, per due settimane i partecipanti sono stati impegnati al museo nella classificazione dei fossili e, al centro visite polifunzionale di Valleandona, nella ripulitura dei reperti provenienti dai lavori di scavo. L’attività più affascinante è stata svolta sul campo, lavorando a uno degli affioramenti della riserva: con pennelli, picozze e altri piccoli attrezzi le conchiglie, preziosa testimonianza di quando nell’astigiano c’era il mare, sono state ripulite, spazzolate e consolidate con resine particolari. Se la parete fossilifera è ora più ordinata e curata è anche grazie a loro. Un’esperienza, a detta dei giovani, bella e nuova e per le aree protette astigiane un utile contributo nell’ottica di valorizzare un patrimonio straordinario e offrirlo alla fruizione pubblica.
Il progetto ha impegnato Claudia Baraldo, Ana Gabriela Bo, Gloria Braghero, Andrea Cricchio, Lorenzo Garino, Pietro Musso, Emanuele Occhiena, Greta Pelissero, Federico Penna, Matteo Serra. La maggior parte di loro ha un’età tra i 15 e i 17 anni. Numerosi gli studenti dei Licei Monti e Vercelli. Per tutti l’impegno vale come credito formativo.
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