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#Moto Boom di furti in #Italia In #Piemonte calano ma è basso il tasso di recupero

Redazione Quotidiano Piemontese

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MotocicletteCrescono i furti di motoveicoli che nel 2013 ha visto coinvolti 42.529 mezzi su due ruote contro i 38.783 del 2010 (+10%). Ogni giorno nella nostra Penisola vengono rubati oltre 116 motocicli, quasi 5 ogni ora. Sono questi i principali dati che emergono dal “Dossier sui Furti di Motoveicoli 2014”, elaborato da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero di beni rubati, che raccoglie e analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno e li integra con quelli provenienti dalle proprie elaborazioni e report sul fenomeno. Nel dossier i dati 2013 vengono confrontati con gli ultimi resi disponibili dal Ministero, riguardanti il 2010. Analizzando i dati regionali, tuttavia, si evidenzia come il Piemonte sia in controtendenza rispetto al fenomeno rilevato a livello nazionale. I motoveicoli rubati nel 2013 in Piemonte sono stati 1.238 contro i 1.313 rubati nel 2010. Un calo del 6%.

“Il dato che preoccupa di più i possessori di veicoli a due ruote non riguarda il nuovo aumento dei furti – si legge nel rapporto – ma il sempre più basso tasso di recupero. Se, infatti, la vittima del furto d’auto ha il 41% di possibilità di rientrare in possesso del suo bene, per le moto la percentuale scende al 29%”. In questo caso, il Piemonte è meno virtuoso con tasso di recupero dei motoveicoli rubati ancora più basso della media nazionale. A fronte di 1.238 motoveicoli rubati nel 2013 solamente 240 sono stati ritrovati. Il 19% del totale.

“La costante contrazione dei recuperi di moto rubate – osserva Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia – conferma la pericolosità di questa piaga sociale che vede l’Italia ai primi posti a livello europeo. A livello nazionale l’attività dei ladri di motoveicoli si connota diversamente a seconda delle aree geografiche di riferimento: al Nord sono particolarmente attivi le bande criminali nomadi che rubano le moto, spesso caricandole su furgoncini, per poi rivenderle intere o a pezzi; a Roma, e nell’Italia centrale, i furti alimentano un mercato internazionale (che viaggia su nave o all’interno di grandi camion) di moto rubate dirette verso i Paesi dell’Est; nelle Regioni meridionali i furti avvengono in modo più tradizionale, tramite effrazione, e a Napoli vengono messi a segno soprattutto per compiere altri reati o per rivendita. Un nuovo allarme riguarda i possessori di moto in Sicilia, letteralmente presi d’assalto da bande criminali ben organizzate che sostengono un vero e proprio mercato dei pezzi di ricambio. Contro queste minacce l’unico antidoto per motociclisti e scooteristi è dotarsi di sistemi antifurto in grado di cogliere di sorpresa il ladro”.

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