E adesso Intesa San Paolo sembra cercare degli inquilini con cui condividere il maxi grattacielo firmato da Renzo Piano

grattacielo-intesa-san-paoloLa notizia ha del clamoroso: secondo un articolo dello Spiffero in Intesa San Paolo si sta preparando un piano per affidare a una nota società di intermediazione immobiliare il mandato di trovare clienti interessati ad affittare con diritto di riscatto i piani più bassi del grattacielo in fase di conclusione vicino alla stazione di Porta Susa a Torino.

Progettato dall’archistar Renzo Piano per ospitare attività e dipendenti della banca, questo gigante da 166,26 metri di altezza con i suoi 37 piani pare eccessivo rispetto alle reali esigenze. E poiché, come riferisce un insider milanese, di trasferire direzioni sotto la Mole “non se ne parla” e men che meno è ipotizzabile la collocazione del quartier generale che continuerà a risiedere stabilmente all’ombra della Madunina, è in corso “un’approfondita riflessione” sulla destinazione futura di un’opera che ha assorbito ingenti capitali (alla fine si supereremmo i 350 milioni), concepita in un’epoca “espansiva” e che ora, in tempi di spending review e tagli al personale, appare del tutto sproporzionata. Da qui la ricerca di affittuari interessati a coabitare con uno dei principali istituti di credito in un edificio “che comunque offrirà sistemazioni prestigiose”.

Il piano, studiato in gran segreto soprattutto per evitare di toccare i nervi sempre scoperti del campanilismo sabaudo ed evitare di urtare la “suscettibilità” del papà del grattacielo, Enrico Salza, prevede l’affidamento di un incarico a una nota società di intermediazione immobiliare con il mandato di trovare clienti interessati ad affittare con diritto di riscatto i piani più bassi della torre. Si tratterebbe, in buona sostanza, di una vendita differita nel tempo, soluzione obbligata, giacché per statuto e accordi “nessun lotto del grattacielo può essere venduto prima di 5 anni a fare data dalla sua messa in esercizio”.