Ancora bollette in aumento per Torino, ma quanto finisce in tasse. Chiamparino: ”Bene l’incontro con Padoan”

Pier Carlo Padoa e RenziCalano gli stipendi, aumentano le bollette. Calano i consumi, aumentano le bollette. No, non sembra esserci molta logica nella consequenzialità con cui avvengono le variazioni (quasi sempre verso l’alto) per i cittadini torinesi, che ieri hanno scoperto qualche cosa di semplicemente assurdo: dopo aver abbassato drasticamente i consumi di acqua tagliando gli sprechi (ben 8-13 litri pro capite al giorno in meno, dal 2008), si ritroveranno a pagare di più perchè Smat ha meno introiti a causa dei minori utilizzi di materia prima. Ma non ci sono solo i liquidi (nel senso dell’H2o) a pesare sui conti: anche i vecchi “luce e gas” cresceranno.

Di fatto, però, le cause di questi incrementi sono remote. Le cifre indicate nelle ormai temute bollette coprono i consumi reali e i costi autentici sostenuti dalle aziende erogatrici (Smat, Iren etc) appena per la metà; il restante 50% (anzi, 49, per la precisione) finisce infatti in tasse, ossia allo Stato. D’altra parte, Sergio Chiamparino si era fatto sentire con forza, accusando il governo Renzi di avere tagliato così tanto i fondi per le amministrazioni locali da costringerle a trovare le risorse tramite le tassazioni. E ieri, il presidente della Regione si è incontrato con il ministro Padoan per parlare dei soldi del Piemonte, e del relativo disavanzo; “Incontro interlocutorio ma positivo”, lo ha definito l’ex sindaco, “i nostri sforzi pare siano stati compresi, e nessuna delle nostre istanze rigettata”.



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