Alpi Marittime-Alpi del Mediterraneo candidate al Patrimonio dell’umanità Unesco: biodiversità e geologia uniche al mondo VIDEO

La natura in Piemonte è stata molto generosa, molto più di quanto pensiamo. Sì, perché una serie fortunata di fatti nel corso di milioni di anni ha modellato un territorio geologicamente, botanicamente e faunisticamente straordinario (e questo ha un effetto anche sulla qualità dei nostri prodotti enogastronomici). L’ultimo lembo delle Alpi, Marittime e Liguri, in provincia di Cuneo, contiene in sé tali unicità da avere spinto – per la prima volta – a una candidatura transnazionale (italo-francese) al Patrimonio dell’umanità Unesco: quella delle Alpi del Mediterraneo. La candidatura è un impegno mirato al riconoscimento del valore di un territorio al massimo livello di prestigio internazionale: non dimentichiamo, infatti, che per molti turisti extra-europei l’elenco rappresenta una delle principali fonti su cui basarsi per scegliere le destinazioni per i propri viaggi futuri. Inoltre, iscrivere le Alpi del Mediterraneo nella lista Unesco significa garantire la trasmissione delle sue straordinarie peculiarità naturali alle future generazioni.
Le Alpi del Mediterraneo sono state originate da eventi geologici eccezionali che hanno impresso tracce tutt’oggi visibili, sono caratterizzate da una ricchissima biodiversità e presentano una varietà di ambienti tale da favorire l’evoluzione di nuove specie di piante e animali. E’ proprio la combinazione di questi caratteri unici al mondo potrebbe consentire all’area che va dalle Alpi al mare di conquistare il traguardo.
Ma le alpi sono lunghe… E allora cosa rende uniche le Alpi del Mediterraneo? Soltanto questo tratto della catena alpina è il risultato di eventi geologici che hanno portato alla formazione di un ‘piano inclinato’ che, in appena 50 chilometri, dai 3000 metri di quota delle vette più alte (Argentera il top, con 3297 metri sul livello del mare, ma poi ci sono Matto, Gelas, Clapier…), si inabissa fino ai 2500 metri di profondità del fondale marino con un dislivello complessivo ‘himalayano’, di seimila metri. Un’orografia straordinaria, che è alla base di una serie di incredibili contrasti in termini di quota, clima e biodiversità.
Questi monti si trovano nel punto in cui s’incontrano l’arco alpino e il bacino mediterraneo, due aree famose sia per la ricchezza della loro biodiversità (con un forte tasso di endemismo, ovvero con numerose specie che non si trovano da nessun’altra parte nel mondo), sia perché costituiscono importanti zone di rifugio per molte specie animali e vegetali.
Le Alpi del Mediterraneo sono, quindi, candidate in base a tre dei criteri definiti dall’Unesco: la geologia (criterio VIII), i processi biologici ed ecologici (criterio IX) la biodiversità (criterio X).
Le Alpi del Mediterraneo sono un crocevia dove è possibile trovare specie vegetali e animali tipiche di ambienti d’alta quota a pochi chilometri da piante e animali tipici del clima caldo e secco della riviera: la stella alpina e il cisto, la berardia lanuginosa e il ginepro fenicio, la pernice bianca e il geco…
Un territorio con una tale diversità di climi, quote e habitat naturali favorisce il mantenimento della biodiversità e permette la differenziazione e l’evoluzione di nuove specie, attraverso processi sempre più perfezionati di adattamento ai vari ambienti, di isolamento genetico o di ibridazione.
Le Alpi del Mediterraneo, con oltre 269 specie endemiche (animali e vegetali), rappresentano uno dei 10 hot spot (‘punti caldi’) della biodiversità nel Mediterraneo: aree caratterizzate da una grandissima ricchezza naturale in termini di ambienti e specie. Qui la vita si sviluppa e si evolve in una successione di habitat – da quelli termo-mediterranei a quelli alpini – su una distanza tanto ridotta da rendere il territorio un vero laboratorio a cielo aperto per lo studio dell’impatto del cambiamento climatico sull’evoluzione della biodiversità.

Potete seguire l’evoluzione della candidatura sulla pagina facebook dedicata e sull’account twitter.

Ecco un video che sintetizza in meno di 5 minuti l’evoluzione della terra che ha portato alla creazione di un angolo così naturalisticamente eccezionale. Buona visione!