Buonanno condannato. Aveva detto: i Rom sono la feccia della società

L’europarlamentare Gianluca Buonanno è stato condannato per aver detto, durante un programma televisivo, che i Rom sono la feccia della società. Il tribunale ha accolto il ricorso presentato da ASGI e NAGA a seguito delle dichiarazioni rilasciate durante la trasmissione “Piazza Pulita” lo scorso 2 marzo 2015 che vi proponiamo nel video qui di seguito.

Il giudice ha riconosciuto che associare il termine “feccia” all’etnia Rom “non solo è grandemente offensivo e lesivo della dignità dei destinatari, ma assume altresì un’indubbia valenza discriminatoria”

Oltre al pagamento delle spese legali, Buonanno è stato condannato alla pubblicazione dell’ ordinanza “in caratteri doppi del normale ed in formato idoneo a garantirne adeguata pubblicità”, sul quotidiano “Il Corriere della Sera” entro 30 giorni dalla notifica della stessa.

Inoltre il Tribunale, ritenendo l’ordine di pubblicazione del provvedimento “sanzione non sufficiente e adeguatamente dissuasiva,” ha condannato l’europarlamentare ad un risarcimento di 6 mila euro a favore di ciascuna delle due associazioni ricorrenti, difese dagli avvocati Alberto Guariso, Mara Marzolla e Livio Neri.

Non è stato riconosciuto il diritto all’immunità di cui godono i Parlamentari europei che viene nell’esercizio delle funzioni parlamentari : il giudice ha ritenuto che, nel caso in specie, le parole utilizzate non fossero “espressione di opinioni politiche, seppur manifestate con toni aspri e duramente critici”, ma, al contrario, avessero “come unica finalità la denigrazione e l’offesa”.

Riconosciuto, invece, il diritto al risarcimento del danno a causa “dell’elevato contenuto discriminatorio delle affermazioni pronunciate da Buonanno, della loro portata diffamatoria e denigratoria, della reiterazione per ben quattro volte della frase offensiva, della assoluta convinzione con la quale sono state pronunciate tanto da non indurre alle scuse malgrado la espressa possibilità offerta dal conduttore, del fatto che le offese sono state pronunciate nel corso di una trasmissione televisiva in onda su di una importante emittente televisiva, con un buon indice di ascolto (4-5% di share ) in prima serata e quindi con ampia diffusione mediatica ed infine del ruolo politico e pubblico del Buonanno e della sua notorietà” .



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