16 arresti in Valle d’Aosta e torinese per maxi inchiesta su ‘ndrangheta: arrestati anche 3 politici

È partito questa mattina all’alba un blitz dei carabinieri del Ros di Aosta, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia della procura di Torino, contro diversi affiliati del clan Nirta-Scalzone, originaria di San Luca, considerata una delle ‘ndrine più potenti d’Italia.

I fratelli Giuseppe, Antonio, Francesco, Sebastiano e Domenico della famiglia di San Luca sono arrivati da tempo in Piemonte e Valle d’Aosta, dove si erano infiltrati nel tessuto economico-imprenditoriale creando un’associazione per il narcotraffico, che operava tra la Spagna e l’Italia.

I carabinieri del Gruppo Aosta e del Ros hanno arrestato 16 persone in Valle d’Aosta, area metropolitana di Torino e San Luca in Calabria nell’ambito di un’inchiesta sull’‘ndrangheta operante in Valle d’Aosta e riconducibile, a componenti della famiglia Nirta-Scalzone di San Luca in provincia di Reggio Calabria con collegamenti in Piemonte e in Calabria.

Le indagini hanno ricostruito uno scenario di pervasiva infiltrazione mafiosa nel tessuto economico-imprenditoriale a partire dal 2014. Il sodalizio era anche coinvolto nell’importazione di ingenti partite di cocaina tra Spagna, Calabria e Piemonte.

Nell’ambito dell’operazione i carabinieri hanno arrestato anche il consigliere regionale Marco Sorbara, eletto nelle fila dell’Union Valdotain,  Monica Carcea, assessore comunale di Saint-Pierre e Nicola Prettico, consigliere comunale di Aosta e dipendente del Casinò di St-Vincent.

Arrestato anche l’avvocato Carlo Maria Romeo di Torino,  uno dei penalisti che ha partecipato alla difesa degli imputati del maxi processo Minotauro,  accusato di aver procurato vantaggi ad un esponente della locale di ‘ndrangheta attiva ad Aosta,  in concorso di favoreggiamento, estorsione e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, dopo la notizia dell’arresto di Sorbara, ha sospeso i lavori in attesa di ulteriori notizie.

Tra gli arrestati anche Tonino Raso, titolare di una pizzeria-ristorante considerato dagli inquirenti promotore e organizzatore della locale di Aosta.