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Migliaia in piazza Palazzo di Città a Torino per “L’Italia che resiste”

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Oggi, sabato 2 febbraio, nonostante la neve, si sono riuniti un migliaio di persone in piazza Palazzo di Città per opporsi alla narrazione xenofoba di alcuni politici e per creare una narrazione alternativa a quella dei commenti razzisti su Facebook con il motto “L’Italia che resiste”. La piccola piazza è stata invasa di ombrelli, hanno cantato e preso tanto freddo, lo stesso freddo che devono subire i migranti a Bardonecchia quando tentano di superare le montagne per arrivare oltralpe sprovvisti di qualsiasi abbigliamento adeguato al clima.

Il tutto è partito dal basso, da 4 volontari di Rainbow4Africa, un’associazione onlus che aiuta i migranti tra Bardonecchia e Oulx. Si sono poi unite sigle più o meno famose del mondo politico, associativo e di volontariato. Per citarne alcune: Radicali, Acli, ActionAid. Arci, Asgi, Oxfam, Cgil, Legambiente, Libera, Amref, Gruppo Abele, Uil, Caritas, Manitese, Cini, Amnesty Internazional, Cir Rifugiati, Aoi.

Oltre la manifestazione, si sono raccolte firme per la petizione europea #WelcomingEurope mirata a chiedere all’Europa nuove politiche per l’accoglienza. Il termine per firmare è il 14 febbraio 2019 e a oggi si sono raccolte più di un milione di firme in tutta Europa.

Come a Torino, anche in altre grandi città piemontesi si sono riuniti gruppi di persone davanti ai vari comuni.

Questa è l’Italia delle coperte e delle minestre, simboli dell’accoglienza, è quella che non urla, ma che comunque, in qualche modo, vuole farsi sentire.

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