Giovanardi: la posizione del comune di Torino sul caso Cucchi lede gravemente il mio onore

L’ex ministro Giovanardi ha inviato una lettera all’ufficio di presidemnza del Consiglio Comunale di Torino in cui si dice leso nel suo onore e nella sua dignità relativamente alla posizione del Comune di torino sul caso Cucchi.

A darne notizia èla consigliera Valentina Sganga in un post su Facebook:

“Una strana lettera è arrivata ieri all’ufficio di presidenza del Consiglio Comunale di Torino.

Gli avvocati dell’ex parlamentare e ministro dei governi Berlusconi, Carlo Giovanardi, sostiene che l’ordine del giorno che abbiamo approvato in Sala Rossa sul caso Cucchi “leda gravemente” il suo “onore” e il suo “decoro”.

Ci sarebbe da ridere se non si trattasse della tragica fine di un giovane che, mentre era in custodia e nella mani dello Stato, ha perso la vita e la cui ricostruzione è stata ostacolata in tutti i modi da alcuni apparati di quello Stato che doveva proteggere quella vita e invece ha cercato di screditare in tutti i modi.

L’unica cosa che posso dire è che sono le posizioni di Giovanardi sul caso Cucchi ad essere lesive della dignità di una persona morta e del ruolo del Parlamento e del Governo che avrebbe dovuto rappresentare.

Anziché preoccuparsi degli Ordini del giorno del Comune di Torino si preoccupi dei danni che quelli come lui e il suo governo hanno fatto a questo Paese.
Speriamo che gli avvocati di Giovanardi scelgano di portare il consiglio comunale di Torino in tribunale perché almeno ci sarà una nuova aula di giustizia dove poter chiedere verità.

L’ennesima sparata di questo personaggio che non ha più nemmeno il consenso per sedere in Parlamento andrebbe fatta passare sotto silenzio se non fosse una nuova occasione per chiedere “verità e giustizia” per Stefano Cucchi e ribadire la nostra solidarietà ai suoi genitori e alla sorella Ilaria.
Di carcere non si deve morire, né se si è colpevoli, né se si è innocenti. È un concetto semplice che però purtroppo anche certi ex ministri non riescono a capire.”



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